spesometro

Ennesima proroga fiscale, è stata posticipata al 28 settembre la scadenza dello Spesometro, la comunicazione su dati e fatture relative al primo semestre 2017 da fare all’Agenzia delle Entrate. Ad annunciarlo è il ministro dell’Economia e delle Finanze che ha firmato il dpcm di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Dopo il 25 luglio, il 31 agosto, il 16 settembre ora il quarto posticipo.

La proroga era attesa, soprattutto da parte dei Commercialisti che, oltre alle difficoltà di rispettare tutte le scadenze fiscale in calendario, non possono ancora utilizzare il software gratuito che l’Agenzia delle Entrate dovrebbe rendere disponibile per la compilazione e il controllo.

Cos’è lo spesometro?

Lo Spesometro è la comunicazione che i soggetti passivi di Iva devono effettuare all’Agenzia delle Entrate sui dati di fatture emesse e ricevute con importo pari o maggiore di 3.600 euro.
A partire dal 2017 lo spesometro non è più annuale, ma semestrale e dal 2018 diventerà trimestrale. Da quest’anno cambiano anche la modalità di trasmissione, si dovrà utilizzare la nuova piattaforma “Fatture e Corrispettivi”, compialndo un file in formato xml.

Come inviare lo spesometro


Le prossime scadenze per l’invio dello spesometro sono:

  • 28 settembre 2017 per il primo semestre 2017,
  • 28 febbraio 2018 per il secondo semestre 2017.

La comunicazione deve contenere i dati dei soggetti relativi alla fattura, la data e numero della fattura, la base imponibile, l’aliquota e l’imposta e il tipo di operazione, come indicato dal Provvedimento del 27 marzo scorso dall’Agenzia delle Entrate e essere inviato tramite la Piattaforma Fatture e Corrispettivi.

Dati da comunicare nello Spesometro

Il contribuente deve indicare nella comunicazione tutti i dati di tutte le fatture emesse e quelle d’acquisto ed eventuali modifiche, con indicazioni sulla data di emissione e di registrazione. Sono esclusi gli scontrini fiscali, le ricevute fiscali, le schede carburanti.

Il mancato o errato invio dello Spesometro comporta una sanzione di 2 euro per ogni fattura, fino al massimo di 1000 euro a trimestre ( vedi Risoluzione 104/E del 28 luglio 2017). La multa è dimezzata se l’invio avviene entro 15 giorni dalla scadenza.

È possibile ricorrere al ravvedimento operoso con la riduzione della sanzione a seconda di quando si effettua la regolarizzazione (da 1/9 a 1/5).

Volume consigliato

L'IVA nelle operazioni con l'estero 2017

L'IVA nelle operazioni con l'estero 2017

G. Costa - P. Costa, 2017, Maggioli Editore

L’opera contiene un’analisi sistematica della legislazione IVA relativa agli scambi con l’estero e prende in esame le relative problematiche doganali e logistiche.La rigorosa trattazione della materia e i puntuali e costanti riferimenti alla normativa e ai documenti di prassi...




CONDIVIDI
Articolo precedenteConcorso Polizia di Stato, oggi ultimo giorno della prova scritta
Articolo successivoAssegno divorzile, non è reato controllare il conto in banca dell’ex

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here