Dopo l’approvazione del decreto correttivo al testo unico sulle società a partecipazione pubblica (d.lgs. n. 100 del 16 giugno 2017) si è messa in moto la macchina amministrativa che dovrà assicurare piena funzionalità alla revisione straordinaria delle partecipate, in modo da evitare la scarsa incisività dei risultati ottenuti a suo tempo dal legislatore con analoghi interventi di razionalizzazione degli organismi partecipati, come nel caso della ricognizione societaria di cui all’articolo 3, comma 27 e seguenti della legge 244/2007 e, più di recente, con i piani di razionalizzazione “una tantum” contemplati dall’articolo 1, comma 611 e seguenti, della legge 190/2015 (legge di stabilità 2015).

Ora la revisione straordinaria delle partecipazioni prevista dall’articolo 24 del d.lgs. 175/2016 dovrebbe dare nuovo impulso al riordino delle partecipate con l’obiettivo di conseguire in tempi brevi una riduzione strutturale degli asset societari, secondo i criteri tuttora attuali individuati dal piano Cottarelli (tra cui in primis: eliminazione delle “scatole vuote” e delle società non necessarie, processi di aggregazione tra soggetti che svolgono attività similari, contenimento dei costi di funzionamento e riorganizzazione della governance societaria).

In funzione di ciò, il Ministero dell’economia e delle finanze con un comunicato del 23 giugno 2017 ha preannunciato le nuove funzionalità del portale del Dipartimento del Tesoro che consentiranno agli enti pubblici di comunicare l’esito della revisione straordinaria delle partecipazioni, come previsto dal primo comma del suddetto articolo 24.

Il riferimento è alla nuova struttura di controllo da individuarsi a cura del Mef per attuare il monitoraggio, indirizzo e coordinamento sulle società a partecipazione pubblica (articolo 15 del testo unico), struttura presso la quale dovranno essere convogliate tutte le informazioni relative al processo di razionalizzazione da attivarsi a cura e sotto la responsabilità degli enti soci.

Secondo tale disposto, il nuovo osservatorio non solo dovrà detenere un elenco pubblico, accessibile anche in via telematica, di tutte le società a partecipazione pubblica, utilizzando le informazioni della banca dati di cui all’articolo 17, comma 4, del Dl 24 giugno 2014, n. 90, convertito in legge 114/2014, ma riceverà anche segnalazioni periodiche, bilanci e altri documenti, tra cui le relazioni sul governo societario e i programmi di responsabilità sociale d’impresa.

Il primo passo verso questi importanti obiettivi è appunto il sistema informativo del Mef, che resterà aperto per l’invio delle comunicazioni fino al prossimo 31 ottobre 2017, fermo restando l’obbligo per le amministrazioni di adottare i provvedimenti motivati di ricognizione entro la scadenza del 30 settembre 2017, così come previsto dal decreto “correttivo”.

Si ricorda, per inciso, che la comunicazione al Ministero è obbligatoria anche se l’ente locale non detiene partecipazioni.

Con la finalità di illustrare le modalità operative concernenti la revisione straordinaria delle partecipazioni il Dipartimento del Tesoro si è tenuto un seminario formativo online (Webinar) il 6 luglio scorso, e non sono escluse ulteriori iniziative similari.

L’importante, comunque, è tenere presente che il processo di razionalizzazione delle partecipate richiede sin d’ora, da parte degli enti soci, la messa in atto delle avvertenze necessarie al disimpegno di un’istruttoria che si profila impegnativa e complessa.


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