Ape sociale

Il decreto attuativo dell’Ape sociale è stato bocciato e rinviato la settimana scorsa dal Consiglio di Stato, ma gli effetti della pensione anticipata saranno retroattivi al 1° maggio. A prescindere da quando la riforma entrerà in vigore, quindi, gli aventi diritto all’Ape sociale potranno beneficiare della pensione anticipata a partire dal termine di scadenza originariamente previsto.

Finalmente una novità positiva, dunque, per i lavoratori che attendono di andare in pensione a 63 anni, dopo settimane di ritardi e rinvii e una situazione che – appunto – non è ancora del tutto risolta. Ma vediamo nel dettaglio cosa ha deciso il Consiglio di Stato e quando entrerà in vigore l’Ape sociale.

 

L’Ape sociale decorre dal 1° maggio

Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2017 e ribadito più volte nelle ultime settimane dal Governo, l’Ape sociale (e allo stesso modo l’Ape volontaria) sarebbe dovuta entrare in vigore lo scorso 1° maggio. I ritardi accumulatisi, tuttavia, e adesso la bocciatura da parte del Consiglio di Stato, hanno fatto sì che a oggi il decreto attuativo non sia ancora stato approvato ufficialmente. Bisognerà dunque aspettare ancora diversi giorni per la modifica del decreto, il nuovo passaggio in Consiglio di Stato e la pubblicazione delle procedure Inps. Nel frattempo, che ne sarà della data del 1° maggio?

Ebbene, secondo il Consiglio di Stato il termine deve essere rispettato comunque, e quindi il decreto attuativo dovrà essere retroattivo. Chi ha, in altre parole, i requisiti per chiedere l’Ape sociale dal 1° maggio dovrà percepire il trattamento anche per il periodo tra tale data e l’effettivo giorno di presentazione della domanda. E non, quindi, a partire dal mese successivo alla richiesta.

Le decisioni del Consiglio di Stato: tempo fino al 31 luglio?

Ma non solo: il Consiglio di Stato ha mosso numerose obiezioni al decreto attuativo dell’Ape sociale, prima fra tutte la richiesta di un allungamento dei tempi per presentare la domanda. Se, alla prima settimana di maggio, il decreto non è ancora pronto, è irragionevole pensare di fissare il termine al 30 giugno. Sarebbe opportuno invece concedere un mese in più, fino al 31 luglio.

Inoltre, i giudici amministrativi hanno stabilito che gli operai agricoli e tutti coloro che non hanno i requisiti per accedere alla Naspi non sarebbero tutelati dall’Ape sociale così come è formulata oggi. L’unico modo possibile per ovviare a tale mancanza è quello di modificare – appunto – il testo del decreto attuativo.

Forse ancora più importante, il Consiglio di Stato ha rilevato che la previsione secondo cui il cumulo tra assegno Ape e reddito da lavoro debba essere compresa tra 4.800 e 8.000 euro deve prevedere il taglio della mera “quota Ape”, e non già dell’intero assegno pensionistico.

La maturazione dei requisiti e l’invio della domanda

Sottolineiamo infine un altro aspetto importante del decreto sull’Ape sociale: così come la norma dovrà avere valore retroattivo al 1° maggio, sarà possibile presentare domanda per la pensione anticipata anche prima di aver maturato i requisiti.

Questo accade perché il decreto prevede delle finestre annuali all’interno delle quali si potrà chiedere di essere ammessi all’Ape sociale: quella per il 2017, appunto, dovrà essere estesa fino al 31 luglio. Passata tale data, i lavoratori che non hanno fatto richiesta dovranno attendere l’anno prossimo. È possibile quindi inviare la domanda prima della maturazione di tutti i requisiti, e in particolare prima del compimento dei 63 anni e prima del raggiungimento dei 30 o dei 36 anni di contribuzione.

 

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