Ormai ci siamo: l’anticipo pensionistico Ape partirà il 1° maggio 2017, il decreto del Presidente del Consiglio è stato chiuso e dovrà essere trasmesso nei prossimi giorni al Consiglio di Stato. Quasi pronta anche l’intesa con i rappresentanti delle banche (Abi) e degli istituti assicurativi (Ania) per la determinazione delle rate da pagare una volta raggiunta la pensione.

E mentre l’Inps allestisce sul proprio sito internet il simulatore dei costi dell’Ape per informare i lavoratori, il Governo pensa a chiudere in fretta anche i provvedimenti attuativi dell’Ape sociale e della Quota 41 per i precoci. Vediamo allora quali sono le novità e in che modo si dovrebbe arrivare alla data di partenza del nuovo anticipo pensionistico del 1° maggio.

 

Ape volontaria 2017: il decreto attuativo è pronto

È dunque sostanzialmente pronto il decreto attuativo del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) che dovrà regolare l’Ape volontaria nel dettaglio e permettere l’accesso alla pensione a 63 anni a tutti i lavoratori che ne faranno richiesta. I tempi sono molto stretti, e quindi il decreto dovrà essere esaminato al più presto da Consiglio di Stato e Corte dei Conti prima dell’approvazione definitiva.

Ieri, nel frattempo, si è svolto l’ultimo incontro tra Governo e rappresentanti Abi e Ania. L’obiettivo è quello di definire con esattezza, nel giro di pochi giorni, anche le convenzioni da stipulare con banche e assicurazioni e dunque il costo complessivo dell’Ape volontaria. Il Tasso annuo nominale iniziale (Tan) dovrebbe aggirarsi in ogni caso attorno al 2,75%.

Come si dovrà richiedere l’Ape volontaria?

Sono già state definite, nel frattempo, le modalità di richiesta dell’Ape volontaria.

Chi vorrà usufruire dell’anticipo pensionistico dovrà innanzitutto certificare il possesso dei requisiti di età anagrafica e contribuzione. Per fare questo è necessario presentare domanda all’Inps: l’istituto, dopo aver controllato i dati, indicherà al lavoratore l’importo minimo e massimo di Ape ottenibile.

Il cittadino potrà quindi presentare all’Inps la domanda di Ape vera e propria. Insieme a questa, sarà tenuto a inviare la richiesta della “regolare” pensione di vecchiaia alla quale avrà diritto al raggiungimento dei 66 anni e 7 mesi. All’interno della domanda di Ape dovrà essere indicato l’istituto bancario al quale si chiede il prestito e l’assicurazione che si occuperà della copertura del rischio di premorienza. La banca invierà quindi all’Inps il contratto di prestito, nel quale verrà comunicata l’accettazione o il rifiuto della proposta. Il cittadino avrà infine gli ultimi 14 giorni di tempo per decidere se usufruire dell’Ape volontaria o meno.

Quali sono i requisiti per l’Ape volontaria?

Ricordiamo che potranno beneficiare dell’Ape volontaria i lavoratori dipendenti e autonomi che possiedono almeno 20 anni di contributi.

Nello specifico, i lavoratori potranno accedere alla pensione anticipata a 63 anni (e quindi fino a 3 anni e 7 mesi prima della normale pensione di vecchiaia) tramite un anticipo che verrà concesso da banche e istituti di credito. I lavoratori saranno poi tenuti a restituire a rate, nell’arco di 20 anni, la somma così anticipata. La restituzione avverrà sotto la forma di trattenute mensili sull’assegno pensionistico. Passati i venti anni, l’assegno tornerà a essere percepito nella sua interezza.

Chi vorrà usufruire dell’Ape, è bene notare, dovrà godere di una futura pensione pari ad almeno 1,4 volte il trattamento minimo Inps. Al di sotto di tale soglia, a causa del forte rischio di sovraindebitamento, il beneficio non potrà essere concesso.

I decreti attuativi di Ape sociale e Quota 41

Dovranno essere pronti nei prossimi giorni, come accennato in apertura, anche i decreti attuativi dell’Ape sociale e della nuova Quota 41 per i lavoratori precoci. Secondo quanto dichiarato più volte dal Governo, infatti, anche queste due tipologie di pensione anticipata entreranno in vigore il prossimo 1° maggio.

Ma di cosa si tratta? L’Ape sociale è una misura che permetterà ai lavoratori in condizioni di difficoltà di andare in pensione a 63 anni senza dover ricorrere a prestiti bancari, e quindi senza dover restituire alcuna rata. Le categorie di lavoratori che potranno accedere alla misura sono quattro: I disoccupati che non percepiscono prestazioni per la disoccupazione da 3 mesi, i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi un parente convivente con handicap grave, gli invalidi civili con invalidità uguale o superiore al 74% e i lavoratori dipendenti che svolgono mansioni gravose da almeno 6 anni.

La nuova quota 41 per il 2017, invece, permetterà di andare in pensione con 41 anni di contribuzione, a prescindere dall’età anagrafica. La misura sarà riservata ai lavoratori che, oltre a versare in condizioni simili a quelle previste per l’assegnazione dell’Ape sociale, abbiano maturato 12 mesi di contributi prima del 19° anno di età (cd. lavoratori “precoci”).

 

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