Saranno approvati molto probabilmente la prossima settimana i decreti attuativi di Ape volontaria e Ape sociale, le due nuove forme di anticipo pensionistico che permettono di lasciare il lavoro a 63 anni. Lo ha confermato il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti al termine dell’ultimo incontro con i sindacati.

L’Ape, quindi, salvo intoppi dell’ultimo minuto, dovrebbe partire il prossimo 1° maggio. Il Governo sta per chiudere anche l’intesa con le banche che dovranno finanziare la misura, con il tasso annuo nominale che probabilmente si assesterà intorno al 2,75%.

Vediamo allora cosa bisognerà aspettarsi nei prossimi giorni e quando si avranno dati certi sull’anticipo pensionistico.

 

Poletti: decreti a giorni, l’Ape parte il 1° maggio

Molto chiare le parole di Poletti: “nei prossimi giorni presenteremo i decreti per l’applicazione dell’anticipo pensionistico, perché la scadenza la vogliamo rispettare“. L’Ape volontaria e l’Ape sociale dunque, nonostante i timori per i ritardi delle ultime settimane, dovrebbero entrare effettivamente in vigore il 1° maggio.

I confronti con i sindacati, però, continuano. Qualche elemento di frizione c’è ancora, in particolare la continuità dei 6 anni di lavoro gravoso per chi vuole accedere all’Ape sociale e l’inclusione dei lavoratori con fine del contratto a termine e non a seguito di licenziamento. Ma le questioni sembrano ormai essere in dirittura di arrivo, con un primo calendario lavori della fase 2 della riforma già pronto.

I prossimi due incontri con i sindacati, nei quali si affronterà il tema della pensione per i giovani, si svolgeranno il 6 e il 13 aprile.

 

Ape: quasi raggiunta l’intesa con le banche

Molto importante, come accennato in apertura, l’intesa tra il Governo e le banche che dovranno finanziare l’Ape. Le parti sembrano ormai essersi accordate su un tasso annuo nominale (Tan) intorno al 2,75%, anche se prima della firma effettiva del decreto e degli allegati il tasso potrebbe subire qualche lieve oscillazione.

Non è stato ancora definito, invece, il costo del premio assicurativo finale, che probabilmente sarà più alto del 29% previsto dalle slide del Governo dello scorso ottobre. Si parla, comunque, per una richiesta Ape pari all’85% della pensione, del 4,6 o 4,7% circa per ogni anno di anticipo richiesto.

 

Come funzionano Ape sociale e Ape volontaria?

Ma come funzionano esattamente l’Ape volontaria e l’Ape sociale?

Ricordiamo che l’Ape volontaria è la nuova forma di anticipo pensionistico per lavoratori dipendenti e autonomi introdotta dalla Legge di Stabilità 2017. Con l’Ape, i lavoratori che hanno almeno 20 anni di contributi potranno andare in pensione a 63 anni facendosi anticipare dalle banche l’importo pensionistico per il periodo che manca al raggiungimento della normale pensione di vecchiaia. La somma anticipata dovrà poi essere restituita a rate al raggiungimento dell’età pensionabile e per 20 anni, sotto la forma di trattenute mensili sull’assegno pensionistico.

L’Ape sociale, invece, è rivolta a determinate categorie di lavoratori svantaggiati e consente di accedere all’anticipo pensionistico a 63 anni senza prestiti bancari e quindi in maniera gratuita. In particolare, possono usufruire del beneficio:

  • i disoccupati che non percepiscono le prestazione per la disoccupazione da almeno 3 mesi;
  • gli invalidi civili con invalidità uguale o superiore al 74%;
  • i lavoratori dipendenti che svolgono mansioni gravose da almeno 6 anni;
  • i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi un parente convivente con handicap grave.

Il requisito contributivo è pari a 30 anni per tutte le categorie tranne che per gli impegnati in mansione gravose, per il quali sale a 36 anni.

 

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1 COOMENTO

  1. per l’ape sociale il 4° punto riguarda se ho capito bene solo per assistenza a parenti di 1° grado e non per tutti i parenti conviventi.
    io ad es. usufruisco della l. 104 per mio cognato convivente ma non mi spetta questa agevolazione se ho ben capito.
    grazie

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