Modulo Rottamazione Equitalia

Come funziona la Rottamazione Cartelle Equitalia? Quali tributi ha ad oggetto? A questa domanda possiamo rispondere che non è certo che tutti i tributi, inclusi quelli locali, possano essere pagati tramite definizione agevolata.

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Infatti, non tutti i Comuni italiani si affidano direttamente all’Agente di riscossione nazionale per i tributi locali. Pertanto, ciascuno di essi, dovrà decidere se voler usufruire della misura che permetterà ai contribuenti di evitare il pagamento di interessi di mora e sanzioni per tutte le cartelle emesse dal 2000 al 2016.

Scarica qui il Modulo di Adesione

Calcolo Rottamazione Cartelle Equitalia: quanto costa?

I contribuenti che aderiscono alla rottamazione cartelle Equitalia potranno usufruire del beneficio di non pagare anche le sanzioni e gli interessi di mora riconducibili ai ruoli di cui il pagamento non risulti ancora perfezionato. Per quanto concerne le multe stradali, invece, saranno escluse dal pagamento maggiorazioni e interessi di mora.

Possono essere rottamate tutte le cartelle emesse tra il 1° gennaio 2000 e la fine del 2016.

Tuttavia, i contribuenti dovranno comunque pagare gli altri importi. Nello specifico, sono in ogni caso dovuti, oltre alla somma di base:

  • gli interessi da ritardata iscrizione al ruolo;
  • le somme maturate a titolo di aggio, da calcolare però solo sul capitale e sugli interessi;
  • le spese per le procedure esecutive;
  • le spese di notifica della cartella.

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La Rottamazione delle cartelle e il contenzioso in corso

 

Rottamazione Equitalia 2017: cosa succede se i Comuni non aderiscono alla rottamazione?

Il problema è il seguente: circa 5 mila Comuni italiani non si avvalgono del servizio di Equitalia per la riscossione dei tributi locali. In particolare, provvedono alla riscossione autonomamente o ricorrendo ad altri enti.

Questi Comuni, tra i quali spiccano Milano, Torino e Bologna, non erano obbligati ad aderire alla rottamazione delle cartelle, ed hanno deciso se farlo o meno lo scorso 1° febbraio.

Il cittadino rischia di perdere l’agevolazione?

Ciascun contribuente, pertanto, è tenuto ad accertarsi della scelta effettuata dal proprio Comune di residenza. In caso di mancata adesione da parte del Comune di residenza, le cartelle relative a tali debiti dovranno essere pagate nella loro interezza, compresi sanzioni e interessi di mora. Solo per le cartelle che si riferiscono a debiti gestiti direttamente da Equitalia si potrà usufruire dell’agevolazione.

Attenzione, però: i cittadini dei Comuni che non aderiscono alla rottamazione possono comunque usufruire dell’agevolazione se il Comune di residenza aveva affidato il servizio di riscossione ad Equitalia nell’anno di attribuzione della cartella.

Calcolo Rottamazione Cartelle Equitalia: modulo, scadenza, rate

I contribuenti che possono aderire alla rottamazione delle cartelle dovranno compilare con i propri dati il modulo “DA1” di dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, qui in allegato, entro il termine ultimo del 31 marzo 2017.

Scarica qui il Modulo di Adesione

I debitori potranno inoltre scegliere se procedere al pagamento in un’unica soluzione oppure a rate.

Le somme dovute a Equitalia, in particolare, possono essere pagate in cinque rate tra il 2017 e il 2018. I versamenti delle rate, tuttavia, dovranno coprire il 70% dell’importo totale nel 2017 e solo il 30% nel 2018. Nello specifico:

  • la prima rata (luglio 2017) dovrà coprire il 24% della somma;
  • la seconda rata (settembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto;
  • la terza rata (novembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto;
  • la quarta rata (aprile 2018) interesserà il 15% del dovuto;
  • la quinta rata (settembre 2018) dovrà coprire infine il restante 15% della somma.
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