concorso dirigente scolastico

Per quanto riguarda l’impostazione generale del Concorso Dirigenti Scolastici 2016, rimane valida, tuttavia sono da apportare specifiche modifiche.

Per approfondire si consiglia lo speciale su CONCORSO DIRIGENTE SCOLASTICO 2016

Questo quanto comunicato qualche giorno fa dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Di seguito un vademecum sulle principale modifiche per quanto riguarda gli ammessi al concorso di formazione, i posti, la prova preselettiva, i temi della prova scritta, la prova orale e la valutazione dei titoli.

Chi è ammesso al concorso di formazione?


Per quanto concerne il numero di candidati ammessi al corso di formazione da svolgere per i candidati che superanno positivamente la prova scritta e quella orale del concorso per Dirigente Scolastico, il CSPI propone di passare dal 20 al 30% al fine di garantire una maggiore copertura delle scuole senza dirigenti scolastici.

Per prepararsi al concorso si consiglia il seguente manuale:

Dirigenti scolastici di nuova generazione

Dirigenti scolastici di nuova generazione

2015, Maggioli Editore

Al Dirigente scolastico si chiede di gestire l’organizzazione di una scuola, promuovendo la  qualità  dell’istruzione, in un ambiente educativo capace di portare ciascun allievo a dare il meglio di sé.Il dibattito sulla riforma (legge n. 107/2015) ha enfatiz-...



Prova preselettiva: cosa sapere?

Si propone, inoltre, l’ammissione di 4 volte i posti al corso di formazione allo scopo di allargare la partecipazione alle prove consecutive e quindi compiere una verifica maggiormente approfondita su un numero più ampio di candidati.

Quanti saranno i quesiti?

La prova di preselezione ci sarà soltanto nel caso in cui il numero dei candidati sarà elevato. La proposta del CSPI è quella di raddoppiare comunque il numero delle domande, che passerebbero così da 50 a 100. Questo per verificare la preparazione dei candidati in base ad uno spettro più ampio di quesiti, garantendo allo stesso modo adeguandone tempistiche e punteggi.

Prova scritta: quali saranno i temi?

In base al documento si propone una maggiore attenzione alla parte normativa dei processi di riforma in atto, oltre all’inserimento di temi attinenti alla gestione delle istituzioni scolastiche, del RAV e del PDM, e alla programmazione del PTOF.

Si propone, inoltre, l’inserimento di tematiche attinenti l’organizzazione degli ambienti di apprendimento, dell’inclusione scolastica, toccando anche gli sviluppi dell’innovazione digitale e dei processi di innovazione didattica.

Lingua straniera

E’ stata chiesta una più approfondita verifica della capacità di comprensione di un testo realtivo agli argomenti della prova scritta, lasciando però da parte la conduzione delle organizzazioni scolastiche. Il CSPI propone che venga mantenuto il livello B2, però con quesiti (attinenti alla comprensione di un testo) coerenti con il livello richiesto dai parametri internazionali.

Prova orale: su cosa verterà?

Per quanto riguarda la prova orale, il CSPI specificatamente richiesto di riequilibrare i punteggi della prova orale di informatica e delle lingue straniere; ambedue dovranno valere ognuna 8 punti.

Se si supera l’orale: cosa fare?

I candidati che supereranno la prova orale saranno tenuti a seguire un aggiuntivo corso di formazione selettivo e un tirocinio finale. E’ stato chiesto dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione di diminuire da 4 a 2 mesi il corso di formazione e di portare a 4 mesi il tirocinio. Quest’ultimo, inoltre, si dovrà svolgere in  una scuola autonoma o in reggenza, mentre le funzioni di tutor andranno affidate al dirigente titolare.

Valutazione titoli: come funzionerà?

Il CSPI ha chiesto, infine, che vengano riequilibrati i punteggi valutabili tra quelli culturali e quelli professionali: per ambedue le tipologie si propone che il punteggio sia, per ciascuna, di 20 punti ciascuno, mantenendo comunque il totale dei punteggi raggiungibili a 30.


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