concorso dirigenti scolastici 2016

E’ stato trasmesso dal Miur al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CISPI) il nuovo Regolamento sulle modalità in cui verrà svolto il concorso per Dirigenti scolastici 2016.

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Il concorso prevede un eventuale test di preselezione, un concorso rivolto all’ammissione al corso di formazione dirigenziale e, infine, un corso di formazione dirigenziale più tirocinio.


Vediamo di seguito cosa prevede il Regolamento del concorso Dirigenti scolastici per quanto riguarda:

– posti messi a bando;

– requisiti di ammissione;

– domanda di partecipazione;

– prove (preselettiva, scritta e orale);

– valutazione;

– corso di formazione e tirocinio.

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Posti

Presso le istituzioni scolastiche statali, inclusi i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), verranno messi al bando i posti da dirigente scolastico che, alla data di indizione del concorso, saranno liberi.

Verranno, inoltre, banditi i posti che, nel corso triennio, verranno a liberarsi a seguito dei pensionamenti. A questi posti verranno, poi, detratti quelli che sono destinati ai partecipanti al concorso 2011, secondo quanto previsto  dalla legge n. 107/2015, ai commi 88-92, e dalla legge n. 128/2013.

Requisiti

Si consiglia il seguente volume

Dirigenti scolastici di nuova generazione

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2015, Maggioli Editore

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I requisisti richiesti al personale docente ed educativo assunto a tempo indeterminato sono: possesso di diploma di laurea magistrale, specialistica o conseguita secondo il vecchio ordinamento, di diploma accademico di II livello o di diploma accademico di vecchio ordinamento, e con un’anzianità di servizio pari ad almeno a 5 anni, incluso il servizio di pre ruolo.

Si evidenzia che, oltre al servizio presso le istituzioni scolastiche ed educative del sistema nazionale d’istruzione, risulta valido ai fini dell’ammissione anche il servizio svolto presso le scuole paritarie.

Domanda

La domanda dovrà essere presentata tramite il sistema informativo del MIUR e dovrà indicare, pena l’esclusione dall’iter, l’ordine di preferenza tra le varie Regioni, allo scopo di individuare la sede di svolgimento del corso di formazione e quella dell’istituzione scolastica in cui effettuare il tirocinio, e la lingua straniera (a scelta tra inglese, francese, spagnolo o tedesco) da utilizzare per rispondere alla domanda in lingua che i candidati si ritroveranno tra le 5 a risposta aperta (1 in lingua straniera e le restanti in italiano).

Come superare con successo le prove? Si consiglia il seguente manuale

Prova preselettiva

Il test di preselezione verrà svolto soltanto se il numero dei partecipanti supererà di 3 volte il numero dei posti messi a bando a livello nazionale.

Sarà una prova nazionale, a seguito della quale verranno ammessi alla prova scritta un numero di candidati pari a 3 volte quello dei posti per il corso di formazione dirigenziale.

In cosa consiste la prova?

Ci saranno 50 quesiti a risposta multipla sulle analoghe tematiche previste per la prova scritta. Verrà attribuito un punteggio massimo di 100 punti che, però, non concorrerà alla formazione del punteggio finale per la graduatoria di merito del concorso di accesso al corso di formazione dirigenziale e tirocinio.

Prova scritta

Sarà strutturata in 5 domande a risposta aperta, di cui 1 in lingua ( a scelta del candidato tra inglese, francese spagnolo o tedesco).

In cosa consiste la prova?

Le tematiche saranno le seguenti: normativa scolastica; modalità di conduzione di organizzazioni complesse, con specifico riferimento alle istituzioni scolastiche; organizzazione degli ambienti di apprendimento; organizzazione del lavoro e del personale; valutazione e autovalutazione del personale, degli apprendimenti, dei sistemi e dei processi scolastici; diritto civile e amministrativo; contabilità di Stato; sistemi educativi dei Paesi dell’Unione Europea.

In tal caso, si supera la prova con un punteggio pari o superiore a 70.

Prova orale

Per la prova orale, ci sarà un colloquio sulle tematiche sopra citate e sulla conoscenza dell’informatica e della lingua straniera prescelta da parte del candidato. La prova si supera conseguendo il punteggio minimo di 70 punti.

Valutazione prove e titoli

La commissione, per valutare le prove, ha a disposizione 100 punti per la prova scritta, 100 per la prova orale e 30 punti per la valutazione dei titoli.

Alla domanda in lingua della prova scritta viene assegnato un punteggio massimo di 16 punti, mentre alle 4 domande in italiano 21 punti al massimo per ognuna.

Per quanto, invece, riguarda, la prova orale, al colloquio viene attribuito un punteggio massimo di 84 punti, alla conoscenza dell’informatica 4 punti e a quella della lingua straniera 12 punti.

Corso di formazione dirigenziale e tirocinio

Tale corso, che può essere pianificato a livello regionale, si suddivide in 4 mesi di formazione generale, di cui una fetta non superiore a 2 mesi, erogabile anche a distanza. Sarà poi un’apposita Commissione, diversa da quella giudicatrice del concorso, che lo valuterà.

I candidati che hanno frequentato il corso di formazione con profitto vengono ammessi al tirocinio. Quest’ultimo ha una durata di 4 mesi ed è svolto presso Istituzioni scolastiche individuate dall’USR, con priorità presso le Scuole affidate in reggenza.

Una volta concluso il tirocinio, i candidati possono accedere al colloquio finale, se questo viene poi superato gli stessi vengono inseriti nella graduatoria generale di merito. La graduatoria, si ricorda, è a carattere nazionale ed è formulata sulla base del punteggio finale complessivo conseguito  da ogni candidato.

Ci saranno i vincitori del concorso?

Vengono dichiarati vincitori, per un numero di posti pari a quelli banditi, i candidati collocati nella graduatoria generale di merito del corso di formazione dirigenziale e tirocinio.

Il ruolo regionale dove i vincitori vengono assunti, dipende sia dall’ordine di graduatoria che dalle preferenze manifestate dagli stessi vincitori al momento dello scorrimento della graduatoria.


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1 COOMENTO

  1. Buongiorno,
    dopo aver letto i requisiti richiesti per l’ammissione al concorso per dirigenti scolastici, mi sorge una domanda alla quale non so rispondere. Come mai per acquisire l’incarico di Ministro della Pubblica Istruzione non occorre la laurea, mentre per partecipare al concorso si chiede al docente una laurea magistrale? Mi sembra che la richiesta racchiuda in sè una discriminante fortemente negativa! Per esempio, prendiamo il mio caso: sono insegnante dal 2001, ho una laurea triennale perchè la norma mi ha permesso di acquisirla, mi dedico anima e corpo alla vita della scuola da sempre, ho rivestito, negli anni, incarichi e ruoli richiesti dai dirigenti, offrendo la mia disponibilità, spesso a costo zero, credo nella formazione continua perciò ho partecipato e partecipo costantemente ai corsi di aggiornamento, il più delle volte a mie spese, ho imparato a conoscere le “maglie” del sistema scolastico! Tuttavia mi si preclude la possibilità di partecipare, a mio avviso, ingiustamente! Ma che strano questo Paese dove paradossi e controsensi la fanno sempre da padrona!
    Mi scuso per lo sfogo e ringrazio per l’attenzione.
    Lisia Piovano

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