riforma terzo settore

Dopo quasi 2 anni di incubazione, finalmente la riforma del Terzo settore è diventata legge. La Camera, infatti, ha approvato il testo ieri, 27 maggio, con 239 sì e 78 voti contrari.

Di seguito si riporta, punto per punto, la guida alle novità più importanti che coinvolgono il Terzo Settore.

SERVIZIO CIVILE: COME CAMBIA

Grazie alla riforma del Terzo Settore il servizio civile diventa universale, ossia aperto a tutti quelli che ne faranno richiesta, anche ai cittadini stranieri regolarmente residenti. Si prevederà uno status giuridico particolare per i volontari in servizio civile e nuove modalità di accreditamento per gli enti titolari di progetto.


Anche la durata del servizio viene modificata, variando dagli 8 mesi ai 12 mesi. Cambiano anche le modalità con cui svolgere il servizio civile, il quale potrà essere fatto in Italia con un breve periodo all’estero potendo, inoltre, essere riconosciuto a fini formativi e lavorativi. La programmazione dei fondi e delle azioni, inoltre, diventerà triennale e non più annuale.

REGIME FISCALE: COME CAMBIA

Con la riforma viene semplificata la normativa, introducendo strumenti di sostegno come:

– misure di finanza sociale;

– agevolazione delle donazioni;

– costituzione di un fondo presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;

– consolidamento e più trasparente regolazione del cinque per mille.

Alle associazioni, in cambio, si richiederà maggiore trasparenza e rendicontazione.

ISTITUITO IL REGISTRO NAZIONALE DEL TERZO SETTORE

Viene istituito un Registro nazionale del Terzo Settore con nuove modalità di iscrizione, obbligatoria per varie categorie di enti. Sono, poi, assorbiti in un unico Consiglio nazionale del Terzo settore l’osservatorio del volontariato e quello dell’associazionismo di promozione.

Inoltre, i Centri di servizio per il volontariato (Csv) potranno essere gestiti oltre che dalle organizzazioni di volontariato, da tutti gli enti del Terzo Settore, però negli organi di Governo la maggioranza deve essere assicurata al volontariato.

Verranno, poi, costituiti organismi di coordinamento regionali e sovraregionali aventi funzione di programmazione e controllo. Si delinea, infine, l’idea di aumentare le categorie di lavoratori svantaggiati che dovrebbero includere anche le nuove forme di esclusione.

ISTITUITA LA FONDAZIONE ITALIA SOLIDALE

Viene istituita una fondazione di diritto privato volta a supportare, con risorse finanziarie e competenze di gestione, l’attuazione e l’incremento di azioni innovative da parte di enti appartenenti al Terzo Settore, contraddistinti dalla produzione di beni e servizi che hanno un elevato impatto, oltre che sociale, occupazionale.


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