Con l’approvazione della legge di Stabilità 2016 in materia di revisione delle modalità di pagamento del canone Rai (che a partire dal 1° gennaio 2016 verrà automaticamente addebitato nella bolletta della luce) si è venuta a creare una sorta di situazione di pregiudizio per il contribuente.

CANONE RAI 2016 IN BOLLETTA: COME RICHIEDERE L’ESONERO? 

TUTTE LE ISTRUZIONI PUNTO PER PUNTO LE TROVI NELLA CIRCOLARE DEL GIORNO N. 66 DEL 06.04.2016

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Quest’ultimo, infatti, non ha più la possibilità di contestare l’accertamento per il mancato pagamento dell’imposta sulla detenzione della televisione, in quanto il solo modo per vincere la presunzione di detenzione della tv è inviare, come ampiamente anticipato dalla nostra Redazione, con una cadenza che è pari ad una volta all’anno, un’apposita autocertificazione con cui comunicare che nessun apparecchio (atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni) si trova nella propria abitazione.

PER APPROFONDIRE SI CONSIGLIA ANCHE: Canone Rai: quali sono gli apparecchi esenti? L’elenco completo

CANONE RAI 2016: COSA SUCCEDE SE SI INVIA L’AUTOCERTIFICAZIONE IN RITARDO?

Qualora non si provveda ad inviare per tempo la menzionata autocertificazione, non sarà più possibile farlo entro tempistiche successive. Questa disposizione fa sì che, nel caso il contribuente dovesse vedersi recapitare l’avviso di accertamento per il mancato pagamento del tributo, non avrà più alcuna possibilità di impugnarlo comprovando di non essere detentore di alcun apparecchio televisivo, dal momento che è ormai considerato “scaduto dai termini”.

La conseguenza diretta, quindi, pare l’impossibilità a poter esercitare il rispettivo diritto di difesa costituzionale, in quanto contro le sanzioni per omesso versamento del canone Rai non sembrano prospettarsi strada utili ad opporsi.

CANONE RAI 2016: COSA SI RISCHIA SE NON SI PAGA?

E’ la stessa normativa a precisare che la sola via che consente al contribuente di vincere la presunzione di detenzione della televisione è quella di inviare, come detto, l’apposita autocertificazione. Chi non provvederà a farlo, non pagando comunque l’imposta verrà punito penalmente.

Ne deriva, quindi, che chi comunica di non detenere la televisione mentre invece ne possiede una, in aggiunta alla sanzione prevista per l’evasione fiscale (che risulta pari a 5 volte il canone Rai), verrà anche imputato in un processo penale.

Tuttavia, la legge al riguardo ha una lacuna, quale?

CANONE RAI 2016: COME EVITARE DI PAGARE?

Attenzione, infatti, in quanto la legge non vieta di comunicare che, ad una determinata data, non si detenga alcuna tv andando, invece, magari qualche giorno dopo, ad acquistarne una nuova. In questo modo, infatti, non si sarà comunicato il falso nell’autodichiarazione e sarà raro imbattersi in un ulteriore, consecutivo accertamento.

Stesso discorso per il contribuente che già detiene la televisione, il quale potrebbe, il giorno prima di trasmettere la rispettiva autodichiarazione, decidere di donarla o darla in comodato ad un amico o ad un parente di un altro nucleo familiare, e successivamente, dopo aver provveduto ad inoltrare la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate, farsela restituire.

Con riferimento ai beni mobili, infatti, la proprietà si trasferisce senza necessità di formalità di sorta o atti notarili, potendo il tutto tranquillamente avvenire per via orale. Analogamente semplice è la procedura che vede spostare la detenzione di un bene su un altro soggetto.

Attenzione, però, ad avere l’avvedutezza, nel qual caso la controparte sia rappresentata dal Fisco, di munirsi di una data certa quale prova del passaggio di proprietà ad una determinata data. Questa data, che come detto deve essere certa, può essere fornita mediante il timbro di qualsiasi ufficio postale con il timbro apposto sul contratto spedito ad uno dei due contraenti.

In sintesi, quindi, tramite l’invio dell’autocertificazione prima dell’acquisto della televisione o dopo averla ceduta o donata ad un altro soggetto, ad esempio un amico, il contribuente non potrà essere accusato di aver detto il falso, potendo così evitare di di dover pagare il canone.

PER ESSERE INFORMATO SU TUTTE LE NOVITA’ INTRODOTTE DALLA LEGGE DI STABILITA’ 2016 SI CONSIGLIA IL SEGUENTE VOLUME:

La legge di stabilità 2016

La legge di stabilità 2016

Elisabetta Civetta, 2016, Maggioli Editore

La legge di stabilità 2016 trova la sua regolamentazione nella legge 208/2015 composta da 999 commi. Sul fronte della fiscalità locale, la legge di stabilità 2016 interviene sia sull’abitazione principale introducendone la sua esenzione ai fini TASI, sia sui...




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2 COMMENTI

  1. per me è incostituzionale il pagamento di somme percepite da una RAI che dispone delle somme del contribuente, senza che questo ne abbia definito preliminarmente il loro utilizzo. E’ come se l’amministratore di un condominio pretenda delle somme, senza che alcuno dei condòmini sappia a cosa servono, e se intenda sperperarli … a chi sà quale presentatore.

  2. ….. mentre prima si pagava il canone su un metodo consolidato nel tempo, ora tutta la ”legge” si sta ingarbugliando giorno per giorno. Premetto che non condivido piu’ e non sono piu’ d’accordo, oggi, al pagamento del canone, detta legge, del 1938, ha molte lacune e discrepanze…è sopratutto anacronistica!!..Oggi si riceve il segnale da ogni normale ”aggeggio” informatico. Stando alla legge, dovremmo pagare il canone, per ogni apparecchiatura elettroniche ”atta a ricevere il segnale tv”… ed allora come la mettiamo??Inoltre, ammesso che una persona voglia svincolarsi dall’aggressivita’ della ”legge”….. e paga. Quindi si paga per lo piu’ per non avere grattacapi e lettere minatorie, sia dalla rai che dall’ufficio delle entrate, che per coscienza di attenersi alla Legge. Si avra’ che, molti pagheranno il doppio canone, molti indigenti e con allacci di ”fortuna” non pagheranno ,gia’ questi hanno problemi per conto proprio figuriamoci ad ingrassare ”le mucche ” della rai…Aggiungo che sarebbe giusto distribuire il canone tra tutte le tv, perchè tutte, dalla piu’ piccola alla piu’ grande, svolgono un valido servizio d’informazione. Chiunque tv da’ ”una” informazione, ha il diritto di essere riconosciuta e ricompensata. Ma la RAI vuole tenersi tutto per se’…è avida!! e quindi nasce una domanda spontanea… chi ha ragione, chi non paga, chi non vuole,
    chi non puo’ o chi non distribuisce questa ricchezza derivante dal canone ??

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