Che cosa succede se Equitalia dichiara di aver notificato una cartella di pagamento ad un determinato soggetto e quest’ultimo sostiene invece il contrario? Come può difendersi il contribuente che afferma di non averne mai ricevuto copia o che, in alternativa, sostiene che la cartella sia stata ricevuta da persona non legittimata al ritiro?

VAI ALLO SPECIALE SU CARTELLE ESATTORIALI

COME DIFENDERSI?

L’unico strumento utile al fine di contestare la firma presente sulla relazione di notifica della raccomandata è la cosiddetta querela di falso.

Contrariamente a quello che il nome potrebbe far pensare si tratta di un procedimento di natura civilistica, che nulla ha a che vedere con il penale. Come detto, è il mezzo per contestare l’efficacia di prova legale di un documento quale, ad esempio, la dichiarazione del postino, in quanto pubblico ufficiale, inclusa quindi anche la relazione di notifica con cui l’agente postale può sostenere di aver recapitato una raccomandata ad un determinato soggetto.

La querela di falso, quindi, è lo strumento di cui avvalersi per togliere all’atto pubblico (o alla scrittura privata) qualsivoglia forma di prova privilegiata.

Questo è quanto affermato da una recente sentenza della Sezione VI Civile del Tribunale di Napoli la quale ha chiarito che, al fine di contestare la firma sulla relazione di notifica della raccomandata, è necessario comunque che il contribuente contestatario dia contezza del fatto che la firma non sia sua, esibendo altresì documentazioni recanti invece la propria firma, finalizzate ad attestare le dissimilitudini di grafia tra la sottoscrizione riportata su queste ultime e quella contestata sull’atto pubblico recapitato.

VAI ALLO SPECIALE SU EQUITALIA: PROVVEDIMENTI E PAGAMENTI

COME DISCONOSCERE LA FIRMA?

Qualora vi sia un serio e fondato dubbio circa una probabile contraffazione, alterazione o dichiarazione non veritiera dell’atto pubblico, in questo caso la relazione di notifica sulla raccomandata recante la cartella di pagamento di Equitalia, come può il cittadino disconoscerne la firma?

Il contribuente può farlo accertando, attraverso la querela di falso, la veridicità o meno del documento, togliendone, nel caso fosse falso, il valore probatorio.

Per contestare la firma sull’avviso di ricevimento della raccomandata contenente cartelle di pagamento da parte di Equitalia, dunque, non è sufficiente soltanto il disconoscimento della stessa firma, in quanto bisogna attivare anche uno specifico procedimento, individuato appunto nello strumento della querela di falso.

Come anticipato sopra, la querela di falso serve a cancellare l’efficacia probatoria ormai acquisita dall’atto pubblico, dimostrandone la mancata autenticità. Una volta avviato tale procedimento, spetterà al giudice nominare un consulente tecnico d’ufficio per svolgere la comparazione delle firme e quindi accertare se quella presente sulla raccomandata appartiene o meno al contribuente oppure a terzi non legittimati a riceverla.

LA FIRMA DEI FAMILIARI VALE?

La risposta è negativa. Mediante il procedimento della querela di falso, infatti, è possibile provare come la firma “per ricevuta”  apposta sul registro del postino sia stata fatta da un familiare non convivente in maniera stabile con il contribuente oppure da un terzo (ad esempio un vicino di casa) non legittimato a ritirare la posta, o infine ancora da un soggetto qualificatosi come custode dell’immobile di residenza del contribuente che in realtà tale non è.

Contenzioso esattoriale  e procedure  di riscossione

Contenzioso esattoriale e procedure di riscossione

A cura di Nunzio Santi Di Paola, 2015, Maggioli Editore

La presente opera, alla cui stesura hanno contribuito i maggiori studi che si occupano di contenzioso esattoriale nel panorama italiano (ASLA Associazione Studi Legali Associati), è suddivisa in tre tomi e supporta il lavoro dei magistrati ordinari e tributari, avvocati, dottori...



© RIPRODUZIONE RISERVATA


SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome