Marcia indietro del Governo circa l’esclusione dalla tutela sanitaria di ben 203 prestazioni mediche, di fatto, abolendo il ticket.

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TICKET SANITARIO: COSA CAMBIA?

In sostanza, l’intenzione dell’Esecutivo è quella di riammettere alla tutela le 203 prestazioni sanitarie escluse dal Decreto Appropriatezza, meglio noto come DM Lorenzin, mentre nel frattempo si è acceso il caos sulle prescrizioni.

Dall’entrata in vigore del DM, infatti, l’accesso alle 203 prestazioni oggetto dell’esclusione è diventato pressoché impraticabile. Queste stesse prestazioni, per la gran parte trattandosi di analisi, possono infatti essere prescritte soltanto se rispondenti a determinati criteri di appropriatezza e se rispondono a determinate condizioni di erogabilità.

Tali condizioni, in realtà, risultano alquanto difficili da rispettare. In aggiunta a ciò, mancano anche i programmi, per i medici, atti a consentire di poter adeguare le ricette alle previsioni normative, in questo modo corrono il rischio di saltare circa 22 milioni di prestazioni sanitarie.

PRESTAZIONI SANITARIE: QUALI QUELLE ESCLUSE DALLA TUTELA?

Le prestazioni mediche escluse dalla tutela sanitaria, come anticipato, sono, per la maggior parte, analisi ed esami di laboratorio, alcune peraltro essenziali ai fini della tutela e prevenzione della salute.

Il riferimento va, ad esempio, agli esami allergologici dei bambini per i quali, d’ora in poi, per evitare di doverli pagare di tasca propria, occorrerà avere la prescrizione oltre che del pediatra anche dello specialista allergologo.

Oppure, ancora, gli esami di controllo più comuni come quello del colesterolo o la mammografia; si pensi, poi, a chi sarà costretto a pagare la risonanza magnetica.

Anche nel caso in cui, poi, si riesca ad ottenere la prescrizione, risultano comunque ridotte le prestazioni che possono essere inserite in ogni ricetta, sembra quindi derivarne che all’aumento del numero di ricette, segua poi l’inevitabile aumento dei costi.

PRESCRIZIONI: COSA C’E’ DA CHIARIRE?

Ad aver causato quello che molti hanno definito un vero e proprio stallo delle prescrizioni, oltre alla mancanza di chiarezza circa le condizioni di prescrizione e di erogazione, sono stati elementi quali la non sufficiente adeguatezza dei software e il timore delle sanzioni, visto l’annunciato rischio di incorrere in pesanti sanzioni per chi prescrive prestazioni inappropriate.

Per queste ragioni, è stato aperto dal Tribunale del malato un servizio, denominato S.O.S. Appropriatezza, al quale possono essere recapitate, giornalmente, tutte le segnalazioni e le lamentele.

DIETROFRONT DEL GOVERNO: COME MODIFICARE IL DECRETO?

Da questo quadro emerge chiaramente l’intenzione, più che necessaria, del Governo di fare marcia indietro, al momento limitandosi ad una circolare applicativa, volta a far sì che si possa superare l’impasse tecnico causato dal decreto.

Successivamente, però, si attende l’emanazione di un altro atto avente forza di legge, che con molta probabilità vedrà includere le nuove disposizioni nel Dpcm sui nuovi Livelli essenziali di assistenza, il cosiddetto Dpcm LEA.

Al momento, l’unica cosa certa, a seguito soprattutto delle forti proteste da parte dei sindacati, è che sono state sospese le sanzioni per i medici.

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