Dal 2016, grazie alla legge di Stabilità si alza da 1.000 a 3mila euro il limite per utilizzare i contanti.

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Rispetto al 2015, quindi, il contante potrà essere utilizzato per tutti i tipi di pagamento che sono compresi tra 1.000 e 2.999,99 euro, mentre quelli sopra i 3mila richiederanno o il bonifico bancario, o l’assegno non trasferibile, oppure la carta di credito o il bancomat.


Vai al testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale della  Legge 28 dicembre 2015, n. 208 –“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)”

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CHE COSA CAMBIA CON LA LEGGE DI STABILITA’ 2016 PER I PAGAMENTI?

Di seguito si riportano le principali novità introdotte dalla legge di Stabilità per il 2016, punto per punto.

1) Divieto di trasferimento di denaro contante, di libretti di deposito bancari o postali al portatore oppure di titoli al portatore in euro o in valuta estera, realizzato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi (operatori economici o anche privati), in tutti i casi in cui il valore oggetto di trasferimento complessivamente risulta pari o superiore a 3mila euro.

Se il trasferimento viene effettuato con l’intervento di banche, Poste italiane, istituti di moneta elettronica o istituti di pagamento tale divieto non sussiste.

2) Aumento del limite da 2.500 a 3mila euro per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta nello svolgere l’attività di cambiavalute.

3) Mantenimento del limite di 1.000 euro per la rimessa di denaro (i cosiddetti money transfer) e per l’emissione di assegni bancari e postali senza che vi sia né l’indicazione del beneficiario, ovvero con girata libera, né la clausola di non trasferibilità.

4) Ampliamento alle carte di credito dell’onere che ricade su professionisti, imprese ed esercenti al minuto di accettare pagamenti effettuati tramite Pos da 5 euro in su.

5) Abbattimento delle commissioni bancarie ovvero nella diminuzione delle stesse, in particolare, per i pagamenti elettronici che hanno importi inferiori a 5 euro. Con riferimento alle commissioni bancarie di carte di credito e di debito, l’adeguamento alla nuova legge scatterà entro il 1° febbraio 2016 tramite l’emanazione di apposito decreto del ministero dell’Economia.

QUANDO SI POSSONO UTILIZZARE I CONTANTI ANCHE PER PAGAMENTI OLTRE I 3MILA EURO? 

1) Pagamenti delle tasse e pagamenti dovuti per legge

Alla nuova soglia dell’uso dei contanti fino a 2.999,99 euro non fanno eccezione anche i pagamenti delle tasse, quelli del bollo auto, o delle cartelle di Equitalia. Stessa cosa per tutti i pagamenti che risultano dovuti per legge, come ad esempio l’assicurazione obbligatoria sulle auto.

2) Assegni bancari e postali

La soglia dei 3mila euro, invece, non vale per la trasferibilità degli assegni. Quelli bancari e postali, difatti, potranno ancora essere emessi privi di clausola di intrasferibilità per gli importi che non superano i 1.000 euro; mentre per importi superiori, invece, l’assegno dovrà indicare la dicitura “non trasferibile”. La nuova normativa, quindi, non ha modificato in alcun modo la legge sulla trasferibilità degli assegni (Art. 49 co. 5, del dlgs 231/07) rimanendo per questi ultimi l’obbligo di indicare nome, ragione sociale del beneficiario e clausola di non trasferibilità, come detto, a partire da 1.000 euro.

3) Prelievi e versamenti dal e sul conto corrente bancario o postale

Ai versamenti ed ai prelievi sul conto corrente non viene applicata la normativa sulla tracciabilità, che invece rimane soltanto per gli scambi di denaro effettuati tra soggetti diversi (nei rapporti con la banca il titolare del denaro rimane in ogni caso il correntista).

L’istituto di credito può sì richiedere informazioni sull’utilizzo del denaro prelevato senza tuttavia poter rifiutare il prelievo, indipendentemente dalla somma, e a condizione che non superi 12.500 euro.

4) Pagamenti a rate

Se un contratto implica un corrispettivo che supera il tetto dei 3mila euro e sia stato stabilito un pagamento rateale, ogni rata potrà essere pagata in denaro cash a condizione che l’importo non ecceda i 2.999,99 euro. Al fine di evitare che simili accordi diventino strumenti di elusione al divieto di utilizzo del contante, si richiede che:

4.1. il pagamento rateale debba essere congenito alla natura del contratto in oggetto ( ad esempio il compenso in favore di un dentista da suddividere per i singoli interventi, o ancora il mandato professionale ad un avvocato da pagare sulla base delle diverse fasi processuali);

4.2. venga conservata, per ogni singolo versamento, la disposizione scritta delle parti contraenti in merito a corresponsione e ad accettazione del pagamento. Se non si rispetta questa condizione, quindi, venendo meno l’accordo scritto tra le parti, pagare a rate una sola prestazione di valore complessivo superiore ai 3mila euro non è un’operazione che può essere effettuata utilizzando contanti.

5) Stipendi del datore di lavoro privato

La soglia al pagamento in contanti per i dipendenti del settore privato si alza anch’essa a 3mila euro.

6) Stipendi del datore di lavoro pubblico

Al contrario, per quel che concerne il  settore pubblico, il limite al pagamento delle retribuzioni rimane fisso a 1.000 euro. Oltre la soglia dei 999,99 euro resta così l’obbligo della tracciabilità.

7) Pagamenti delle pubbliche amministrazioni

I pagamenti effettuati a qualsiasi titolo dalla pubblica amministrazione devono essere necessariamente effettuati tramite bonifico in conto corrente quando l’importo della prestazione supera i 999,99 euro. In aggiunta, quindi, alle retribuzioni anche i compensi per attività professionali e non e le pensioni devono sempre essere effettuati utilizzando il canale telematico e la tracciabilità dell’operazione.

8) Locazione

Anche ai pagamenti degli affitti si applicano le nuove disposizioni: l’inquilino avrà la possibilità di pagare in una sola volta gli importi che vanno fino a 2.999,99 euro, richiedendo la ricevuta a quietanza del pagamento. Qualora, poi, dovessero esserci degli arretrati versati in una sola tornata si potrà superare la soglia dei 3mila euro solo se il locatore consegna una ricevuta di pagamento diversa per ciascuna singola mensilità; se, contrariamente, si offre una sola ricevuta, diventa necessario effettuare il pagamento utilizzando strumenti tracciabili quando l’importo complessivo dei canoni eccede i 3mila euro.

9) Cambiavalute

La soglia massima per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta svolta dai “cambiavalute” si alza da 2.500 a 3mila euro. Per i cosiddetti money transfer, come anticipato, il limite rimane a 1.000 euro.

10) Donazioni tra parenti o amici

Anche le donazioni o gli scambi di denaro che avvengono tra parenti o amici seguono le nuova normativa. Si dovrà, quindi, utilizzare il bonifico nei casi in cui l’importo supera i 3mila euro.

QUALI SONO LE SANZIONI PER CHI EVADE L’OBBLIGO DI PAGAMENTO TRACCIABILE? 

La sanzione prevista va dall’1% al 40% dell’importo che è stato corrisposto, con una penalità che non può comunque essere più bassa di 3mila euro. Non è stato inoltre previsto alcuno sconto per quanto riguarda le violazioni commesse precedentemente alla data del 1° gennaio 2016. Rimane comunque ferma la possibilità dell’oblazione.

 


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3 COMMENTI

  1. i pagamenti di beni e servizi possono essre effettuati parte in contanti fino alla somma di euro 2999 e parte con assegno o bonifico. per esempio il controvalore di euro 3900 può essre diviso 2900 in contanti e 1000 euro
    in assegno o bonifico
    distinti saluti
    luigino

  2. Certo che è corretto. Solo tu sai se il tuo assegno era coperto oppure no, il gestore dell’albergo non lo sa. Deve semplicemente fidarsi. Certo gli è rimasto in mano un titolo esecutivo che, nel caso tu non onorassi, sarebbe stato protestato dalla banca. Sai che soddisfazione per il gestore farti una causa di recupero crediti da 2000 euro per recuperne 400?! Insomma, per farla breve, il gestore ha dovuto fidarsi. Non prendere l’assegno ed attendere il tuo bonifico una volta arrivato a casa ….. era quasi la stessa cosa.

  3. In un albergo’ il titolare non voleva accettare un assegno di c/c di Euro 400 asserendo che il saldo per il periodo di soggiorno doveva essere liquidato o con carta di credito oppure in contanti. Io non avevo questa disponibilità nè la carta di credito. Nell’Albergo non esisteva un cartello con il quale si avvisava la clientela di tale limitazione nè sui depliant dell’albergo stesso. La domanda è: E’ CORRETTO IL COMPORTAMENTO DELL’ALBERGATORE CHE SI RIFIUTAVA DI ACCETTARE IL PAGAMENTO DELLA FATTURA CON UN ASSEGNO DI C/C ? Chi sà rispondermi?

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