La Cassazione con la sentenza n. 46491/2015 depositata il 23 novembre 2015 ha annullato il decreto che disponeva l’ archiviazione del procedimento penale a carico di un uomo accusato del reato di diffamazione.

Il caso di specie, riguardava il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Treviso, che con decreto aveva disposto l’ archiviazione del reato menzionato non notificandolo alla parte offesa domiciliata presso un praticante avvocato.

Unico atto attributivo alla Procura della Repubblica di Treviso fu quello di prendere atto che il praticante si fosse trasferito presso il Foro di Milano.


La parte offesa impugnava il suddetto decreto lamentando violazione della legge processuale ex art. 480, comma 2, c.p.c. non essendo state rispettate le forme del contraddittorio che lo avrebbero posto in condizione di presentare un eventuale opposizione nei confronti della richiesta del P.M.

Giova ricordare che trascorsi orientamenti giurisprudenziali hanno ribadito che: “ l’ omesso avviso della richiesta di archiviazione alla persona offesa che ne abbia fatto richiesta determina la violazione del contraddittorio e al conseguente nullità del decreto di archiviazione ai sensi dell’ art. 127 c.p.c., comma 5 ( Cass., Sez.VI, n. 24273 del 19/03/2013)”.

Di recente, anche la Cassazione chiamata a pronunciarsi sulla questione confermarono il dettato normativo aggiungendo che il cambio di domicilio del praticante non avrebbe potuto esimere l’ ufficio del P.M. dall’ onere di dar corso a detto avviso né quello di compiere attività ulteriore come la ricerca del nuovo recapito legale.

Si concludeva, pertanto per l’ accoglimento del ricorso.


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