Fino al 31 dicembre 2018 il meccanismo di inversione contabile (reverse charge) dell’Iva viene esteso anche alle cessioni di pc, tablet, laptop e console da gioco. Questa la novità prevista da uno schema di dlgs esaminato in preconsiglio dei ministri che attua le disposizioni antifrode europee, adeguando l’articolo 17 del dpr n. 633/72 alla normativa sovranazionale.

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La disposizione modifica in alcuni punti l’art. 17, sostituendo la lettera c) del 6° comma, la quale assoggetta all’inversione contabile le cessioni di pc e rispettivi componenti, a differenza di quanto stabilito dalla Ue che invece ha circoscritto l’oggetto del provvedimento ai soli “dispositivi a circuito integrato, quali microprocessori e unità centrali di elaborazione, effettuate prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale”.

Split payment e reverse charge

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Il nuovo provvedimento, dunque, ricompone l’oggetto della disposizione associandovi anche le cessioni di console da gioco, pc, tablet e laptop, così come previsto dall’art. 199-bis della direttiva Iva. L’assoggettamento al regime dell’inversione contabile dei prodotti citati partirà dalle operazioni svolte a partire dal 60esimo giorno consecutivo all’entrata in vigore del provvedimento.

Allineandosi sempre a quanto disposto dall’art. 199-bis della direttiva Iva, inoltre, il provvedimento in arrivo prevede che il meccanismo di reverse charge verrà applicato fino al 31 dicembre 2018 anche alle cessioni di telefonini e microprocessori. Anche per questi prodotti, quindi, a partire dal 2019 tornerà l’Iva normale.


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