comuni italiani

Nel 2014 le famiglie in Italia sono poco meno di 26 milioni, di cui oltre il 47% risiede nei comuni distribuiti nelle otto regioni settentrionali del Paese. Rispetto al 2004 si contano 2,9 milioni di nuclei familiari in più, con un incremento percentuale pari ad oltre il 10%. Se però da una parte si registra una crescita nel numero delle famiglie, dall’altra queste subiscono modifiche nella struttura interna. La denatalità, l’invecchiamento della popolazione e l’aumento dell’instabilità matrimoniale sono causa di strutture familiari più contenute: sono sempre più frequenti, infatti, nuclei monogenitoriali o coppie senza figli.

In valore assoluto, nei soli comuni lombardi risiede quasi un quinto del numero delle famiglie italiane, mentre nei comuni valdostani appena 61.390 (lo 0,2%). Ogni nucleo familiare è mediamente formato, nel 2014, da 2,34 componenti, registrando un calo rispetto al 2004, quando erano in media 2,52. In entrambe le annualità, il Paese sembra essere diviso tra nord e sud: se da un lato nei comuni delle regioni settentrionali le famiglie sono costituite da un numero di componenti inferiore alla media del Paese (ad eccezione di quelli veneti e del Trentino-Alto Adige), dall’altro, in quelli meridionali si registrano valori più elevati di quello nazionale. Solo nei comuni sardi, nel 2014, il dato è leggermente inferiore alla media (2,33%). Al centro del Paese la situazione sembra, invece, essere eterogenea: i comuni marchigiani si allineano all’andamento delle amministrazioni del sud (2,40 unità ), quelli toscani sono più vicini alle realtà settentrionali, registrando sia nel 2004 che nel 2014 valori inferiori alla media (2,40 e 2,28 persone in media per famiglia). Lo stesso avviene per i comuni laziali (2,47 e 2,21).

I comuni umbri presentano, in entrambe le annualità, un numero medio di componenti in linea con la valore nazionale.

Nel 2004 e nel 2014 sono i comuni campani a registrare il numero medio di componenti per famiglia più elevato (2,92 e 2,72), mentre nei comuni liguri quello più basso (2,08 nel 2004 e 2,02 nel 2014). In entrambi i casi emerge, tra inizio e fine periodo, una contrazione del dato a fronte di un incremento del numero delle famiglie. Tale fenomeno è in linea con ciò che accade a livello nazionale. Nei comuni italiani si registra, infatti, mediamente un calo per quanto riguarda i componenti del nucleo familiare ed un contestuale aumento del numero delle famiglie.

Tabella 1 – La struttura delle famiglie nei comuni italiani, per regione, 2004/2014

Regione

N. famiglie

N. medio di componenti

2004

2014

2004

2014

Piemonte

1.889.207

2.015.733

2,24

2,18

Valle d’Aosta

54.335

61.390

2,23

2,08

Lombardia

3.858.736

4.396.094

2,38

2,26

Trentino-Alto Adige

383.892

443.007

2,48

2,35

Veneto

1.813.210

2.048.851

2,54

2,39

Friuli-Venezia Giulia

516.349

561.120

2,30

2,17

Liguria

754.141

783.483

2,08

2,02

Emilia-Romagna

1.755.380

1.989.082

2,32

2,22

Toscana

1.474.681

1.638.328

2,40

2,28

Umbria

331.385

381.257

2,54

2,34

Marche

570.013

644.763

2,60

2,40

Lazio

2.091.220

2.636.282

2,47

2,21

Abruzzo

479.313

558.407

2,68

2,38

Molise

122.982

131.216

2,61

2,39

Campania

1.966.064

2.149.601

2,92

2,72

Puglia

1.407.246

1.578.936

2,86

2,58

Basilicata

216.171

232.624

2,75

2,48

Calabria

730.272

794.518

2,74

2,49

Sicilia

1.842.252

2.034.234

2,71

2,50

Sardegna

619.253

712.764

2,64

2,33

ITALIAÂ

22.876.102

25.791.690

2,52

2,34

Fonte: elaborazione IFEL-Dipartimento Economia Locale su dati Istat, anni vari

Se si analizza la struttura delle famiglie nei comuni italiani per classe di ampiezza, per tutte le taglie demografiche si assiste ad una contrazione del dato relativo al numero di componenti medi. Si osserva, inoltre, come, sia nel 2004 che nel 2014, nei comuni fino a 20mila abitanti il numero di persone che fanno parte del medesimo nucleo familiare aumenta al crescere della fascia dimensionale.

Diversamente avviene nelle realtà appartenenti alle classi di ampiezza successive (con oltre 20mila abitanti), nelle quali il numero di componenti medio per famiglia è inversamente proporzionale alla taglia demografica del comune. I comuni con una popolazione compresa tra i 10mila e 20mila residenti sono quelli che, nel 2014, registrano il numero medio di membri per nucleo familiare più elevato. I comuni con oltre 250mila abitanti presentano il valore più basso dell’indicatore: 2,28 componenti per famiglia nel 2004 e 2,09 nel 2014.

 

Tabella 2 – La struttura delle famiglie nei comuni italiani, per classe demografica, 2004/2014

Classe di ampiezza demograficaÂ

N. famiglie

N. medio di componenti

2004

2014

2004

2014

0 – 1.999

1.420.737

1.485.129

2,38

2,24

2.000 – 4.999

2.561.968

2.838.121

2,55

2,39

5.000 – 9.999

2.993.760

3.415.803

2,61

2,44

10.000 – 19.999

3.429.449

3.977.087

2,65

2,46

20.000 – 59.999

4.890.398

5.556.177

2,64

2,44

60.000 – 249.999

3.735.704

4.123.844

2,43

2,29

>= 250.000

3.844.086

4.395.529

2,28

2,09

ITALIA

22.876.102

25.791.690

2,52

2,34

Fonte: elaborazione IFEL-Dipartimento Economia Locale su dati Istat, anni vari

L’analisi cartografica conferma geograficamente il dualismo del Paese: nella parte settentrionale vi sono comuni abitati da nuclei familiari mediamente più piccoli, ad eccezione dei comuni del lombardo- veneto (con le esclusioni dei capoluoghi di regione) e da quelli localizzati nell’arco alpino del Trentino-Alto Adige. Nel centro-sud i componenti delle famiglie residenti sono mediamente più numerosi rispetto al valore medio. I nuclei familiari con 3 componenti e oltre si trovano in Trentino-Alto Adige, Campania, nel napoletano, e in alcune aree circoscritte della Puglia, della Calabria e della Sicilia.

Figura 1 – Numero medio di componenti in famiglia nei comuni italiani, 2014


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