Il testo della legge di Stabilità 2016 (VAI AL TESTO AGGIORNATO) è stato depositato, nella serata di ieri, sul tavolo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e sarà trasmesso oggi al Senato. Intanto si infiamma il duello tra l’Esecutivo e le Regioni; nello specifico tra il premier, Matteo Renzi, e il Presidente dimissionario della Conferenza dei Governatori, Sergio Chiamparino.

Al centro della querelle, i trasferimenti da parte dello Stato per l’anno 2016. In base agli accordi si stabiliva un rialzo di quelli previsti per il settore della Sanità, ma ora “Sulla Sanità – dichiara Chiamparino – c’è un aumento di un miliardo rispetto ai tre previsti, questo miliardo parrebbe inoltre vincolato per almeno 800 milioni alla definizione dei nuovi Lea, che noi comunque stiamo sollecitando nonostante questo rimanga un punto da chiarire, perché se c’è un vincolo vuol dire che l’aumento è condizionato”. Si scopre, inoltre, che diminuiscono di un miliardo anche i trasferimenti per le amministrazioni.

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Per le Regioni si delinea, poi, uno scenario altrettanto contestato che vede, dietro la decisione del Tesoro, la sospensione degli aumenti di tutte le addizionali locali, uniche eccezioni per la tariffa sui rifiuti e dei ticket sanitari. Questo, per le Regioni in deficit, comporta l’impossibilità, qualora dovesse presentarsi la necessità, di poter rivedere al rialzo né le addizionali Irpef né quelle Irap. Le Regioni che attualmente si trovano nella posizione di dover seguire il cosiddetto piano di rientro sono: Piemonte, Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Sicilia, Calabria e Puglia.

In merito all’innalzamento delle tasse in quei territori che risultano in deficit sanitario, è lo stesso coordinatore degli assessori al Bilancio, Massimo Garavaglia, a rimarcare che in quei contesti “la legge prevede un aumento automatico di addizionali Irpef e Irap, ma i presidenti e le giunte possono anche scegliere di agire sui ticket”. Nonostante la forte pressione sul Presidente del Consiglio di rimettere mano alla decisione, Renzi ha chiarito ieri che “le tasse locali non verranno aumentate”, scongiurando ogni eventuale dietrofront.

Rimanendo sempre sul versante spese, l’ultima versione della bozza del ddl di Stabilità (VAI AL TESTO) punta ad introdurre nuove disposizioni volte a racchiudere entro i 240mila euro gli stipendi complessivi degli amministratori delle municipalizzate. Preposto alla loro definizione, uscirà un decreto del Tesoro che, entro il 30 aprile 2016, ripartirà le società in tre distinti gruppi considerando indicatori qualitativi e quantitativi, ed escludendo le quotate. Altra novità dell’ultima ora della recente revisione del ddl vede ridurre gli spazi nel settore pubblico per le assunzioni, a differenza di quanto previsto poche settimane fa dalla legge Madia.

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Le nuove regole lasciano comunque fuori le categorie di militari, polizia, magistrati, diplomatici e dirigenti (in parte). Cambiamenti in vista anche per il canone Rai: dopo la polemica scaturita nei giorni scorsi dalla decisione di inserire il canone nella bolletta elettrica, il Governo fa marcia indietro stabilendo che i 500 milioni di gettito in più rimarranno all’erario per ingrassare il fondo taglia-tasse. Per il settore dei giochi, infine, il premier ha annunciato che i punti autorizzati non aumenteranno, mentre scenderà il numero dei bar possessori della licenza per le slot.

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