Grandi cambiamenti si annunciano per i futuri avvocati. Per chi, infatti, aspira ad intraprendere tale professione non si prospetta più il tradizionale iter accademico, bensì corsi di laurea profondamente mutati. A prevedere le modifiche è intervenuto lo stesso Miur che nella bozza di decreto ha stabilito che gli aspiranti avvocati nella rispettiva carriera universitaria non avranno più a disposizione un ciclo unico, potendo invece scegliere di seguire il percorso 4+1, o diversamente il 3+2.

Queste, in sintesi, le variazioni principali attorno alle quali si delinea il profilo dei futuri corsi di laurea in giurisprudenza, anticipato dalla bozza predisposta dal Miur e già condivisa dalla comunità scientifica.

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Può dirsi così così addio al ciclo unico a favore, sostanzialmente, di due corsi. Da un lato, si prospetta il 3+2 che offre meno crediti formativi “vincolati” a favore invece di quelli “liberi”, oltre a più numerosi ambiti interni per poter costruire il proprio personale percorso di studi e un biennio specialistico che prevede nuove discipline a vocazione “territoriale”, più affini alle concrete esigenze di mercato.

Dall’altro lato, il corso 4+1 per chi, al contrario, vuole intraprendere la carriera di avvocato o notaio, avente numero “chiuso” per l’ultimo anno, ossia l’anno della specializzazione al termine dei 4 precedenti, oltre alla possibilità di effettuare 6 dei 18 mesi di pratica richiesti durante il corso di studi, come stabilito dalla legge professionale forense (L. 247/2012).

Ciò che accomunerà i due percorsi sarà il livello più elevato di specializzazione. A discapito, quindi, di un’impostazione formativa più teorica e generalista come quella attuale, si vuole introdurre un’offerta maggiormente specifica che sia più conforme alle esigenze reali del mercato del lavoro, e allo stesso modo che possa garantire maggiori opportunità in termini di internazionalizzazione e scambi culturali, in particolar modo quelli in ambito comunitario.

Approderà a breve il provvedimento sul tavolo del Miur; per diventare operativo dovrà poi essere esaminato e condiviso anche dal ministero della Giustizia.

 

LA PARCELLA DELL’AVVOCATO:  CALCOLO CON I NUOVI PARAMETRI (software)

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Dal 3 aprile 2014 è in vigore il DECRETO MINISTERO DELLA GIUSTIZIA del 10 marzo 2014, n. 55 "Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense, ai sensi dell’articolo 13, comma 6, della legge 31 dicembre...




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