tasse

Il carico del fisco che grava sulle piccole e medie imprese non è soltanto uno spauracchio italiano: le tasse sulle PMI sono infatti mediamente più alte rispetto a quelle sulle grandi aziende in buona parte dei paesi del mondo, soprattutto a causa della fiscalità sul lavoro. A rivelarlo, il rapporto OCSE (“taxation on SME in OECD and G20 countries“), l’organizzazione dei paesi industrializzati, sulle tasse PMI nei 39 paesi OCSE e in quelli del G20. Il nostro Paese, riguardo alla tassazione sugli utili, in realtà supera leggermente la media internazionale, tuttavia le tasse sul lavoro si consolidano fra le più alte del mondo. Altro elemento che gioca contro: l’Italia non è fra i paesi che a livello strutturale prevedono regimi fiscali particolari per le PMI.

Con riferimento alle tasse sul lavoro, il livello medio di tassazione di una PMI fra i paesi OCSE è pari al 39%, mentre una PMI “nostrana” arriva a pagare il 54%. Oltre questa soglia, solo il Belgio (64%), l’Ungheria (62%) e la Francia (58%); mentre superano il 50% anche l’Estonia (54%), la Finlandia (53%), il Lussemburgo (53%), l’Irlanda (52%) e la Spagna(50%). Nel caso in cui l’impresa sia consolidata nel bilancio di un gruppo, e nella base imponibile relativa vengano incorporati anche dividendi e capital gains, la tassazione italiana si ferma al 48%, raggiungendo un valore sotto la media OCSE, che invece è pari al 50%. Considerando invece le tasse sugli utili dell’impresa, le PMI italiane pagano il 27,5%, di poco sopra la media internazionale (25,5%). Alcuni paesi, si legge nel report, hanno regimi di tassazione particolari per le PMI. In Francia, ad esempio, la tassazione media sulle imprese supera decisamente quella italiana (al 31,3%), avendo tuttavia una fiscalità molto più favorevole per le PMI con un fatturato fino a 7,63 milioni di euro, con almeno il 75% dei soci persone fisiche.

Dal quadro generale che emerge dal report si nota come in molti paesi sussistano leggi fiscali che incentivano la redistribuzione degli utili nelle PMI (in Italia, è la deduzione ACE a seguire questa direzione). Le regole fiscali che si applicano senza distinzioni a tutte le imprese rischiano di essere meno convenienti per le PMI, soprattutto nel primo anno di vita o nel caso intervengano complicazioni di accesso al credito. Quest’ultimo, infatti, rappresenta un problema che riguarda spesso le PMI. Di frequente, i costi della tax compliance sono più pesanti per le PMI che per le grandi aziende. Affinché i sistemi fiscali nazionali supportino il successo delle piccole e medie imprese che, secondo il report, costituiscono più del 95% delle imprese del mondo, possono svilupparsi strumenti quali: semplificazioni, regimi fiscali proporzionali alle dimensioni e alle peculiarità delle aziende, elusione delle distorsioni.


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