Voluntary disclosure, ancora un mese prima della chiusura definitiva…o forse no. Dalle parti dei palazzi romani – e in particolare da via XX Settembre – prende sempre più corpo l’ipotesi di una proroga a fine anno per la sanatoria sul rientro dei capitali.

Non chiamatelo scudo fiscale, si era detto all’epoca, ma evidentemente i contribuenti hanno cominciato a capire molto in ritardo che di quello – almeno dal punto di vista penale – si tratta.

Già, perché il rientro dei capitali sotto il regime di voluntary disclosure consente di mantenere la fedina penale immacolata, anche in presenza di ipotesi di reato comparabili a ricettazione e frode fiscale con pene intorno ai 10 anni. Grazie al rientro agevolato dei capitali occultati oltre confine – e i recenti accordi stipulati dal governo con i Paesi maggiormente coinvolti, a cominciare dalla Svizzera – finalmente la voluntary, a poche settimane dal traguardo ha cominciato a ingranare.


Solo nelle ultime settimane, le domande di partecipazione al regime vantaggioso hanno raggiunto quota 10mila, segno che davvero lo strumento è stato apprezzato dai contribuenti dopo un avvio stentato. Tutto è dovuto alla pubblicazione del decreto legislativo dello scorso 5 agosto in Gazzetta ufficiale in tema di certezza del diritto, che ha inserito alcuni termini molto attesi, primo tra tutti il raddoppio del termini, con aggiunta della data del prossimo 2 settembre per il conteggio delle annualità coinvolte nella riemersione dei capitali oltre confine.

Rinvio. Ormai, secondo i tecnici del ministero e anche dell’Agenzia delle Entrate, è scontato che una qualche proroga per il regime agevolato verrà concessa, dato che dal 2 settembre alla chiusura della procedura prevista per il 30, rimangono appena quattro settimane per la valanga di richieste che si affaccia per il mese di settembre, visto il trend di agosto post pubblicazione del decreto.

E non è tutto: pare che l’Agenzia delle Entrate possa uscire con una nuova circolare – a questo punto, sarebbe la quarta – di chiarimento sempre sulla voluntary. Insomma, nonostante l’imminente scadenza della finestra agevolata, tutto lascia intendere che un rinvio ci sarà. La nuova scadenza minima in considerazione è il 31 dicembre, ma non è da escludere che si possa arrivare anche ai primi mesi del 2016.

 


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