Camera: cambia anche il rito abbreviato. Con un vero e proprio blitz estivo, l’aula di Montecitorio ha modificato le caratteristiche di uno dei riti speciali più utilizzati nel ricorso alla giustizia.

A ruota di qualche mese dall’approvazione di un’altra norma molto discussa, quella sulla tenuità del fatto che ha reso molto difficile la carcerazione e la condanna per reati sotto la pena massima di cinque anni, ora viene a cambiare anche il rito abbreviato, spesso utilizzato per arrivare a sentenza nel più breve tempo possibile e ottenere, magari, una condanna ridotta.

Quello arrivato ieri un aula a Montecitorio, è un disegno di legge presentato addirittura nel giugno 2013, che reca le Modifiche all’articolo 438 del Codice di procedura penale, in materia di inapplicabilità e di svolgimento del giudizio abbreviato.


Come noto a tutti i professionisti della giustizia, il rito abbreviato è quella tipologia di giudizio speciale che differisce dal normale corso della giustizia e che consente al reo di ottenere lo sconto di un terzo della pena. Solitamente, si ricorre a questo procedimento mentre l’iter processuale si trova nella fase dell’udienza preliminare, su richiesta esplicita della difesa o ad opera dello stesso imputato. Dunque, il giudice competente in questo genere di rito, è generalmente il Gup.

Secondo quanto approvato ieri alla Camera dei deputati, d’ora in avanti il rito abbreviato non potrà essere richiesto per alcuni particolari reati concernenti fatti di sangue o di particolare gravità. Tra i reati inclusi nel novero di comportamenti esclusi dal giudizio abbreviato, figuarano strage, omicidio premeditato o aggravato da sevizie, violenze sessuali o motivi abietti, tratta di persone, sequestro di minori o a scopo estorsivo con morte dell’ostaggio.

L’unica via che l’imputato per uno o più di questi reati, avrà per ricorrere la rito abbreviato, sarà quello di derubricare le accuse ad alternativa tipologia di reati, dunque qualificando i fatti in maniera radicalmente differente.

Cambiano anche i giudici coinvolti: non più il tribunale monocratico come avvenuto di regola finora, ma sarà chiamata in causa anche la Corte d’Assise per i reati di sua competenza, vedendosi dunque trasmettere gli atti, qualora la richiesta di rito abbreviato venisse accolta.

Ora, toccherà al Senato dare il via libera definitivo a un provvedimento che potrebbe modificare radicalmente le strategie difensive di imputati in reati gravissimi, quelli che di solito suscitano anche molto scalpore a livello mediatico.

QUI IL TESTO APPROVATO ALLA CAMERA


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2 COMMENTI

  1. Non esistono i buoni o i cattivi,ma solo colpevoli o innocenti x la legge italiana,considerando poi che i ricchi pagano mentre di solito sono i poveri ad andare in galera,i ricchi non vanno quasi mai in carcere.

  2. Finalmente,non se ne poteva più di questi enormi sconti di pena per reati così gravi!!!
    Complimenti vivissimi all’Onorevole Molteni che ha proposto la legge e ora speriamo che il Senato la confermi.

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