In una fase di acceso dibattito politico sulla scuola, che si vorrebbe portasse ad agevolarli nel loro compito, sembra opportuno presentare alcuni dati sulla situazione economica dei docenti.

L’autrice è segretaria di direzione e articolista per il periodico “Rivista dell’istruzione“, edito da Maggioli e rivolto a tutti i professionisti del comparto scuola.

Le fonti da cui sono tratti i dati presentati sono quanto di più ufficiale si trova: la Ragioneria dello Stato e l’utile applicazione SICO[1] strettamente dipendente dalla Ragioneria di Stato, che pubblica il Conto annuale[2] (ultimo aggiornamento: anno 2013) e consente anche di ricavare ed elaborare dati relativi alle spese dello Stato, in questo caso per il personale; ARAN, Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni[3], che pubblica il “Rapporto semestrale Aran sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, ultima edizione dicembre 2014; i dati quindi sono gli ultimi disponibili.


 

Dinamica retributiva

Se i colleghi insegnanti nel corso di questi anni si sono sentiti in colpa “Come mai non riesco più a risparmiare? Dilapido così le mie sostanze?”, i dati presentati dalle fonti istituzionali e in particolare la tabella 1li possono(relativamente) consolare:il comparto Scuola ha un incremento percentuale della retribuzione procapite, calcolata nell’anno 2013 rispetto all’anno 2001, del 21,2%, quando il puro tasso di inflazione è aumentato nel periodo considerato del 32,5% e la variazione media nel pubblico impiego è stata del 31,6%. Se poi vogliamo confrontarci con altre categorie, solo gli enti sanitari (28,8) e i ministeri si accomunano a noi nella ‘deflazione’ del potere d’acquisto, cosa grave dato che è avvenute proprio per le categorie che già all’inizio del periodo ‘godevano’ del reddito minore all’interno del Pubblico impiego.

 

 

Tabella 1. Retribuzioni annue pro capite lorde nei comparti Scuola e Università e nella Pubblica Amministrazione in totale. Variazioni percentuali tra 2001 e 2013

 

Scuola

Università

Totale PA

 

2001

2013

Variazione %

2001

2013

Variazione %

2001

2013

Variazione %

Voci stipendiali

22.185

25.880

+16,7

28.705

36.959

+28,8

20.983

26.859

+28,0

Trattamenti accessori

2.123

3.588

+69,0

5.241

6.262

+19,5

5.238

7.646

+46,0

Totale

24.308

29.468

+21,2

33.945

43.221

+27,3

26.221

34.505

+31,6

Fonte: Elaborazione su dati Aran, Ragioneria Generale dello Stato – IGOP. Dati aggiornati al 31/3/2015.

 

 

 

Retribuzioni medie nella Pubblica Amministrazione

Nell’anno 2013. l’ultimo di cui sono pubblicati i dati nel Conto annuale dello Stato, le retribuzioni medie annue lorde per dipendente risultano dalla tabella 2, in cui la Scuola si situa brillantemente al primo posto della graduatoria. Fatto 1 il valor medio nella PA, la tabella 2 presenta nell’ultima colonna il valore economico attribuito alle  singole professioni.

 

Tabella 2. Retribuzioni medie pro capite nella Pubblica Amministrazione. Valori annui pro capite e rapporto con il valor medio nella PA. Anno 2013

  Retribuzioni medie

2013

Rapporto

1.          Scuola

29.468

0,85

2. Regioni ed Autonomie locali

29.626

0,86

 3. Ministeri

29.899

0,87

 4. Enti art.60, comma 3 – D. Lgs. 165/01

30.890

0,90

 5. Vigili del fuoco

31.620

0,92

 6.          Valore medio totale P.A.

34.505

1,00

 7. Regioni a statuto speciale e Province autonome

35.338

1,02

 8. Istituzioni di Alta Formazione e Specializzazione Artistica e Musicale

36.043

1,04

 9. Agenzie fiscali

37.340

1,08

 10. Corpi di polizia

38.095

1,10

 11. Servizio Sanitario Nazionale

38.589

1,12

 12. Forze armate

38.804

1,12

 13. Enti di ricerca

40.847

1,18

 14. Enti pubblici non economici

41.636

1,21

 15. Università

43.221

1,25

 16. Enti art. 70, comma 4 – D. Lgs. 165/01

52.385

1,52

 17. Presidenza del consiglio ministri

57.688

1,67

 18. Carriera penitenziaria

79.549

2,31

 19. Autorità indipendenti

83.062

2,41

 20. Carriera diplomatica

88.492

2,56

 21. Carriera prefettizia

91.184

2,64

 22. Magistratura

142.653

4,13

Fonte: Elaborazione su dati della Ragioneria dello Stato, Conto annuale dello Stato, dicembre 2014. Dati aggiornati al 31/3/2015.

 

Per finire, una ‘chicca’: consideriamo la spesa nei singoli comparti della Pubblica Amministrazione per il benessere del personale[4], comprendendo in questa “contributi per spese sanitarie, protesi, sussidi, rimborsi rette asili nido, rimborsi per gli abbonamenti al trasporto pubblico”. In questa particolare graduatoria il comparto scuola è penultimo con tre (3) euro annui pro capite, seguito solo dal Servizio sanitario nazionale con due (2). Si segnala che università e ministeri (circa 120 euro), ma ben più Enti di ricerca(498), Enti pubblici non economici (574), misteriosi Enti ex art. 70, comma 4, D. 165/01 (633) hanno benefici pro-capite medi annui che farebbero sognare un docente di scuola superiore. Per non parlare delle Autorità indipendenti, che arrivano a 1.761 euro annui di benefit, molto più di una mensilità media nel comparto scuola e quasi 800 volte il benefit del povero insegnante. Si tratta di dipendenti pubblici che sono ai primi posti anche come retribuzione media. Misteri delle contrattazioni articolate. Non sarebbe il caso di fare un po’ di giustizia?

Altre indagini mettono gli insegnanti e la scuola al primo posto nelle graduatorie sulla fiducia e sulla credibilità delle istituzioni pubbliche. Sarebbe opportuno che anche il loro concreto potere d’acquisto fosse pari al tasso di fiducia ‘morale’ che la società afferma di esprimere (solo a parole?) nei loro confronti.

 


[2]Il Conto annuale raccoglie i dati sulla consistenza e i costi del personale della Pubblica Amministrazione e costituisce fonte ufficiale di informazioni per le decisioni in materia di pubblico impiego da assumere nelle sedi istituzionali”.

[3]http://www.aranagenzia.it/.

[4] ARAN, Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, dicembre 2014, Tavola 2 – La spesa per il benessere del personale nella Pubblica Amministrazione.


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