Spesometro, tutti in attesa della proroga. Sono ormai pochissimi i giorni che separano migliaia di studi, attività commerciali, artigianali e, per la prima volta, pubbliche amministrazioni, dalla stesura della comunicazione polivalente, ma restano non pochi grattacapi da risolvere.Tanto che l’unico rimedio sembra la concessione di un ulteriore intervallo per la compilazione dei moduli.

Con la prima scadenza ormai alle porte, fissata per la prossima settimana, la speranza è che, come già nel 2013, possa arrivare una comunicazione in extremis dell’Agenzia delle Entrate finalizzata a diluire gli adempimenti o a dichiarare esonerati alcuni soggetti particolari. Allora, a scamparla furono le pubbliche amministrazioni e il rinvio al mese di gennaio successivo per i dati non soggetti ad emissione di fattura elettronica.

Del resto, è proprio negli uffici pubblici, alle prese con patto di stabilità, fatturazione digitale e split payment dove l’incombenza genera più problemi. Uffici contabili di Comuni, Regioni e delle Province in via di dismissione sono infatti oberati di novità in questo primo scorcio di 2015, un’onda in gran parte inattesa a cui stanno reagendo con i pochi mezzi a disposizione e notevoli difficoltà. Così, in virtù anche dell’entrata a pieno regime della fattura elettronica le PA si augurano che il fisco possa accontentarsi degli strumenti di controllo sui conti già messi in campo, esentandole dalla presentazione anche dello spesometro.


Per gli altri attori, la rendicontazione delle operazioni Iva svolte nel corso dell’anno passato è ormai un’abitudine, giunta infatti al terzo anno. Inizialmente, l’obbligo era in vigore solo per le transazioni superiori a 3600 euro, mentre, allo stato attuale, vige la necessità di comunicare ogni cessione di beni o prestazione di servizio. Rimane, però, la soglia predetta solo per le operazioni per cui non è richiesta l’emissione della fattura.

Alcune eccezioni, però, anche nel privato, rimangono: ad esempio, i tour operator, o, ancora, i piccoli negozi al dettaglio, che emettono poche fatture rispetto alla mole di documentazione che dovrebbero inoltrare al fisco, potrebbero trovarsi oggetto di una pronuncia ad hoc per ridurre il peso dell’adempimento. Se ne saprà di più, con ogni probabilità, nelle prossime ore, se davvero dovesse materializzarsi un rinvio.

Dunque, riepilogando, le date da tenere a mente, salvo interventi dell’ultim’ora che cambino calendari e scadenze, sono le seguenti:

10 aprile per chi liquida l’Iva mensilmente

20 aprile per chi la liquida ogni tre mesi

30 aprile per gli operatori finanziari

QUI LE ISTRUZIONI SU COME COMPILARE IL MODELLO POLIVALENTE


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