IL D.L. “MILLEPROROGHE” 31.12.2014, n. 192, con l’art. 10, comma 12-quinquies, offre una nuova opportunità al contribuente in difficoltà che è decaduto dalla procedura di rateazione delle somme pretese con la cartella di pagamento in quanto può richiedere all’agente della riscossione una nuova procedura, della durata di 72 rate, secondo quanto è previsto dall’art. 11-bis del D.L.34.4.2014, n. 66.

Più in particolare, la norma concede l’opportunità in presenza delle seguenti condizioni:
a. Il debitore beneficiava della procedura di rateazione delle somme pretese con la cartella di pagamento;
b. B. la procedura è decaduta entro il 31.12.2014;
c. La domanda di nuova rateazione deve essere presentata entro il 31.7.2015.

Tuttavia, se la richiesta di nuova rateazione è presentata dopo che è stata effettuata una segnalazione ai sensi dell’art. 48-bis del D.P.R. 29.9.1973, n. 602, il beneficio può essere concesso limitatamente agli importi che ne costituiscono oggetto. La segnalazione è fatta a seguito della verifica eseguita dall’ente pubblico che deve liquidare crediti di importo superiore a € 10.000, qualora il beneficiario sia inadempiente all’obbligo di versamento di somme che derivano da cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari ad almeno € 10.000. in presenza di tali eventualità, l’agente della riscossione avvia la procedura di pignoramento presso terzi.


La nuova procedura di pagamento rateale ha le seguenti caratteristiche:
– Il piano di pagamento può essere richiesto fino ad un massimo di 72 rate;
– Il piano (nuovo) non può essere oggetto di richiesta di proroga;
– Il beneficio decade nel caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive (anziché di otto rate);
– Le nuove azioni esecutive non possono essere avviate dopo che la domanda è stata presentata.

La modulistica può essere prelevata dal sito internet di Equitalia.

Presentando la domanda, il contribuente non è più fiscalmente inadempiente e può ottenere il Durc, documento necessario per operare con la pubblica amministrazione.


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  1. La possibilità di riformulare il piano è però sempre legata alla situazione intervenuta con la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato inesistenti le cartelle firmate da falsi dirigenti. Si pone dunque il problema della regolarità della procedura eseguita dall’Agenzia, la verifica della possibile intervenuta prescrizione e quella di esecuzione avviata e conclusa da Equitalia. Non va trascurato che Equitalia è società pubblica al 51% per cui è tenuta ad osservare le stesse disposizioni di legge come tutti gli enti pubblici, classificati e riconosciuti tali. La Corte Costituzionale ha ribadito un principio, ormai vecchio, anche per questa Società. Renzi fa bene a rivoltare il Paese, ma deve farlo nel rispetto dei principi sacri della Carta Costituzionale.

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