Dirigenti senza concorso, proseguono le polemiche. Dopo le dichiarazioni rilasciate ieri dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, infatti, sembra ormai inevitabile un nuovo braccio di ferro tra cittadini e istituzioni fiscali, con il timore che, anche stavolta, si arriverà a una soluzione interna.

Da una parte, infatti, c’è il problema della carenza attuale di dirigenti, che la Orlandi ha attestato in circa 300 unità regolarmente in carica, a fronte delle oltre 700 decadute per effetto della pronuncia della Corte costituzionale.

Insomma, una vera e propria emergenza che l’Agenzia delle Entrate colpevolmente si è trovata impreparata a gestire, avendo presentato, sul tema, ricorso in sede amministrativa. Nel caso probabile – poi avvenuto – di una sentenza sfavorevole, infatti, si sarebbero potute adottare tutte le contromisure necessarie a garantire il funzionamento regolare dell’ente e, invece, ora la maggiore istituzione sul fronte contabile del nostro Paese si trova letteralmente in panne.


D’altro canto, poi, c’è la questione delle cartelle autorizzate da avvisi e provvedimenti siglati proprio da quei dirigenti che oggi sono tornati a ricoprire la carica di funzionario, per la quale avevano superato in maniera legittima il concorso. E’ stato il successivo step, realizzato tramite semplice nomina, senza ricorrere a un concorso pubblico, ad aver ricevuto la sonora bocciatura dai giudici costituzionali.

Sono valide oppure no? Ieri, la Orlandi è intervenuta in prima persona, cercando di buttare acqua sul fuoco, chiarendo che gli atti firmati dai dirigenti dichiarati illegittimi resterebbero comunque validi e le notificazioni di pagamento tutte da rispettare.

Non la pensano così, però, alcuni esperti della materia, e soprattutto i cittadini, che vedono la propria precarietà sul fronte fiscale in balia di una decisione arrivata da un dirigente abusivo. Dunque, in tanti si stanno già attrezzando e c’è da ritenere che i ricorsi e le vertenze andranno avanti a lungo, a dispetto delle parole del numero uno dell’Agenzia.

La strada per riparare al danno arrecato sul fronte dell’organico – necessaria, poi, per riportare il funzionamento dell’ente a un regime accettabile – è dunque una sola: quella di un concorso pubblico, da indire tramite apposito Dpcm, proprio quell’atto di cui ha lamentato l’assenza la stessa Orlandi, giustificando così il comportamento dell’ente e, in sostanza, riversando la responsabilità di quanto accaduto sui vari governi che si sono succeduti. Dimenticando, però, che proprio uno di questi – il governo Monti – era intervenuto per sanare una situazione già incancrenita nelle Entrate, tramite quel decreto semplificazioni nel lontano 2012 che, ora, la Consulta ha dichiarato fuorilegge.

Come riguadagnare credibilità, infatti, dopo un simile shock? Come riattivare il vertice di un ente così rilevante ai fini della giustizia sociale – che, però, è spesso causa di grattacapi e complicazioni?

La strada, per l’Agenzia delle Entrate, sembra essere una sola: dopo il maxi concorso per 892 funzionari – le cui iscrizioni si sono chiuse ieri – è tempo di varare un’altra selezione pubblica, aperta non esclusivamente ai dipendenti già in ruolo, ma anche a quanti, dall’esterno, possono avere le credenziali per svolgere il ruolo di dirigente. Sarà quella l’unica via per evitare rischi di favoritismi ingiustificati o opacità e  rendere, così, validi i futuri documenti emanati: quella della regolarità, condizione fondamentale per un l’azione di un ente pubblico e in particolare di quelli che trattano da vicino con le tasche dei contribuenti.

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4 COMMENTI

  1. Nessuna sanatoria, ma Un concorso pubblico urgente aperto a chiunque abbia I requisiti, cosi come prevede la Costituzione. Ottimo!

  2. E’ chiaro che responsabili per il danno all’erario sono i Direttori Regionali, ma principalmente i Diretori Provinciali che hanno dato l’incarico dirigenziale a persone non qualificate. Costoro dovranno rispondere per il danno causato all’erario.

  3. non serve un esercito di dirigenti all’agenzia delle entrate. Basta delegare le funzioni ai normali funzionari (già altamente qualificati) e dare loro un piccolo riconoscimento economico (tipo 400 euro al mese), ma non i faraonici stipendi da dirigente.
    Aggiungo che si possono anche usare i dirigenti delle province e quelli dell’agenzia del territorio ormai chiusa.

  4. Rossella Orlandi, dovrebbe autodenunciarsi alla Corte dei Conti e dimettersi. Per la situazione determinatasi è da considerarsi la maggiore e conclusiva responsabile, perché al suo insediamento non ha sollevato il problema a livello istituzionale, per consentire al governo di assumere una posizione sia a tutela dello Stato che del contribuente. Quest’ultimo infatti ha continuato a pagare cartelle inesistenti giuridicamente. Chi pagherà tutta quella montagna di spesa sostenuta per tutti quei falsi dirigenti che hanno beneficiato in termini economici di una condizione antigiuridica, mentre le loro azioni si abbattevano sui contribuenti fino a provocarne la fine aziendale, la rovina delle famiglie e tanti suicidi? La dottoressa Orlandi si è posta la domanda perché la scienza giuridica non viene in suo soccorso?

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