Sono 767 in tutto i dirigenti dell’Agenzia delle Entrate dichiarati illegittimi dalla sentenza emanata dalla Corte costituzionale in merito alle nomine senza concorso pubblico.

Di conseguenza, si è detto, sono illegittimi anche gli atti firmati dagli stessi dirigenti, dal momento che occupavano indebitamente un ruolo a loro non correttamente attribuito.

Una sentenza davvero scioccante, che, se confermata, arriverebbe a cancellare con un colpo di spugna decine di migliaia di atti, cartelle, provvedimenti e indicazioni diffuse negli ultimi anni dall’ente guidato in precedenza da Attilio Befera e oggi da Rossella Orlandi.


E’ dal 2012, infatti, che i suddetti dirigenti hanno ottenuto riconoscimento formale del loro status occupazionale all’Agenzia delle Entrate, nella quale erano entrati in qualità di funzionari ed avevano successivamente ottenuto la nomina per l’incremento di grado, con passaggio all’organico di dirigenza ma senza il filtro di una regolare selezione pubblica.

Era stato il decreto semplificazioni varato al governo Monti nei primi mesi del 2012 a certificare la validità delle procedure seguite per il conferimento degli incarichi. Un iter che, però, oggi è stato bocciato dalla Corte costituzionale, a tre anni di distanza e dopo migliaia di procedure aperte, chiuse o ancora in corso nei riguardi dei contribuenti.

Dunque, che fare ora? Come verificare se la propria cartella è stata autorizzata da un dirigente che ha ottenuto lo stop dalla Consulta e dovrà, di conseguenza, scendere un gradino di carriera? Come bloccare l’esecutività della cartella?

Innanzitutto, secondo le voci istituzionali, non è affatto comprovato che gli atti firmati dai dirigenti dichiarati illegittimi siano da considerarsi annullati.

Vincenzo Busa, direttore centrale Affari legali e  contenzioso dell’Agenzia, intervistato dal Sole 24 Ore assicura che “la pronuncia di illegittimità della Corte non produce effetti sugli atti firmati dal personale incaricato di funzioni dirigenziali. In termini molto chiari – afferma –  nella decisione è confermato che gli atti emessi sono legittimi”.

Nel frattempo, le agenzie fiscali sarebbero al lavoro per evitare la paralisi, dal momento che la sentenza non riguarda solo le Entrate, ma anche le Dogane, il Territorio e i Monopoli, per un totale di 1200 dirigenti “clandestini” e migliaia di atti potenzialmente impugnabili.

In ogni caso, per chi abbia in corso procedure di assolvimento debiti da parte di Equitalia, rimane possibile avanzare un ricorso per inesistenza giuridica dell’atto impositivo per carenza del potere dirigenziale di chi ha sottoscritto l’avviso di accertamento, in relazione all’articolo 7 della legge 212/2000, che si rifa alla sentenza di questi giorni, la 37/2015 della Corte costituzionale.

E’ comunque consigliabile attendere gli sviluppi e maggiori indicazioni in merito, anche se rimane, come detto, la possibilità di avanzare ricorso in seguito alla pronuncia della Consulta che ha dichiarato fuorilegge quasi tre dirigenti su quattro e, dunque, possibilmente almeno la metà dei provvedimenti, i quali sono di norma firmati dal direttore dell’ufficio, o da altri che abbiano ricevuto la delega dallo stesso responsabile.

 


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9 COMMENTI

  1. Buonasera,
    scusate il disturbo, mi stà succedendo una cosa incredibile con l’ Agenzia delle Entrate di cui vi spiego il tutto:
    Sono un Luogotenente dell’ Esercito andato in pensione ad Aprile 2008, dopodichè da Maggio a Dicembre del 2008 sono stato amministrato dal Centro Amministrativo dell’ Esercito. Il 23/11/2013 mi è arrivata Cartella dall’ Agenzia Entrate per IRPEF non pagata di 2.900,00€ dal Centro Amministrativo.Mi sono recato all’ Agenzia delle Entrate di residenza (Busto Arsizio) la quale mi ha detto che tale importo devo pagarla io. Mi hanno fatto la rateizzazione in 8 rate trimestrali di 370,00€ ciascuno. Ho pagato solo le prime due rate dopodichè per motivi economici, in quanto mia moglie da Marzo fino a fine Novembre 2014 messa in cassa integrazione, non avevo più possibilità economiche per pagare altre rate. Nello stesso tempo veniva fuori il famoso scandalo dei Dirigenti dell’ A.D.E. privi di potere in quanto illegittimi. Maggiormente non mi sono preoccupato per vedere i risvolti di tale situazione. Dal sito dell’ ECOCONSUMATORI E ADUSBEF ho visto e scaricato la lista dei falsi dirigenti dove ho notato che nella lista comparivano i nomi sia del Direttore a pag. 91 e di colui che firmato per delega (pag. 89). A questo punto sinceramente non mi sono più preoccupato visto che nelle varie fasi di Sentenze dovevano stabilire che fine avrebbero fatto le cartelle firmate da Dirigenti privi di potere. Due settime fa mi è arrivata sempre dall’ Agenzia delle Entrate decadenza dal beneficio pagamento rateale e che tale riscossione di 3.464,57€ sarà affidata all’ Agente delle Riscossioni. La citata cartella dell’ Agenzia delle Entrate è firmata per delega (al posto del delegante che compariva già nella lista dei falsi dirigenti) dal Capo Team. Sinceramente non ci sto capendo più niente anche riguardo alla dicitura Capo Team.

    Inoltre sul sito laleggepertutti ho trovato quanto sotto riportato riguardo l’ ultima sentenza:
    ACCERTAMENTO FISCALE NULLO CON DELEGA IMPERSONALE
    Senza una delega che indichi espressamente il delegato la notifica dell’accertamento fiscale perde di validità: sentenza della Cassazione.
    Filippo Davide Martucci – 29 febbraio 2016

    Non può essere ritenuto valido un accertamento fiscale eseguito da un funzionario diverso dal capo ufficio, in assenza di una delega in cui sia stato individuato espressamente il delegato. Lo afferma la Corte di Cassazione (sentenza n. 25017 dell’11 dicembre 2015) esprimendosi in merito al ricorso proposto da un contribuente contro l’Agenzia delle Entrate, relativo alla notifica di un pagamento IRPEF del 2006.

    => Cartella nulla: valida senza impugnazione
    Rigettato in primo grado e anche dalla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, il ricorso è stato invece accettato dalla Corte Suprema sottolineando che in tema di atti amministrativi vige il principio generale di delegabilità di singole funzioni, da parte dell’autorità posta al vertice dell’ufficio amministrativo, nei confronti di addetti all’ufficio con qualifiche e cognizioni adeguate: in ragione di tale principio deve considerarsi legittima l’apposizione della sottoscrizione da parte del Capo Team.

    Validità deleghe
    Nell’accogliere il ricorso, la Cassazione ha ricordato che in base all’art. 42 dpr 600/1973, l’avviso di accertamento è nullo se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. Tale delega può essere conferita o con atto proprio o con ordine di servizio purché sia indicato, unitamente alle ragioni della delega (vale a dire le cause che ne hanno resa necessaria l’adozione, quali carenza di personale, assenza, vacanza, malattia, etc.) il termine di validità ed il nominativo del soggetto delegato.

    Non è sufficiente sia in caso di delega di firma sia in caso di delega di funzione l’indicazione della sola qualifica professionale del destinatario della delega, senza alcun riferimento nominativo alle generalità di chi effettivamente rivesta la qualifica richiesta. Sono perciò illegittime le deleghe impersonali, anche “ratione officii” prive di indicazione nominativa del soggetto delegato. E tale illegittimità si riflette sulla nullità dell’atto impositivo.

    => Cartella esattoriale: news e sentenze
    Diritto tributario
    Nel diritto tributario ogni nullità discende o da una specifica indicazione della legge, che ha valutato la gravità della violazione, o dalla inosservanza di un qualche principio fondamentale dell’ordinamento. Dunque è normativamente escluso che l’illegittimità sia irrilevante e quindi appaia:
    «palese che il contenuto dispositivo dell’atto non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato.»
    Io mi chiedo perchè l’ Agenzia delle Entrate continua a fare quello che vuole invece di attenersi alle varie sentenze? Inoltre il cittadino che ha pagato prima che venisse fuori (questo abuso di potere) chi lo rimborsa? Possibile che l’ Italia è un paese dove non vige la legge: CHI SBAGLIA DEVE PAGARE? Visto ulteriormente che questa si dovrebbe chiamare Truffa……..
    Chiedo cortesemente se è possibile avere delucidazioni in merito in quanto non so più come comportarmi con queste cartelle (forse pazze, visto che le cartelle firmate da falsi dirigenti erano state considerate nulle, visto anche l’ ultima Sentenza).
    VI ringrazio anticipatamente e attendo cortesemente una Vostra risposta o delucidazioni in merito.
    Grazie mille.
    Distinti Saluti
    Pasqualino

  2. Come è dove trovo la lista x conoscere se il dirigente di equitalia che mi ha formato il provvedimento è attaccabile

  3. La sottoscrizione: l’agente della riscossione Equitalia Nord spa, non è regolare. Il provvedimento emesso dalla P.A deve riportare nome, cognome e qualifica del soggetto responsabile. Quindi la sottoscrizione emessa in forma generica non garantisce legittimità al provvedimento emanato. La formula è usata maldestramente allo scopo di trarre in inganno il contribuente. Dunque lo stesso può essere impugnato davanti all’Autorità competente, con tutte le conseguenze di legge. Equitalia, per la quota pubblica del 51% deve rispettare la legge come qualsiasi amministrazione statale. Le cartelle oltre alla sottoscrizione del responsabile, dirigente, deve riportare anche il nominativo che ha seguito e segue il procedimento amministrativo. Equitalia non è sollevata dalle responsabilità del controllo di regolarità e buon andamento( art. 97 cost.). Più volte la Cassazione ha chiarito che il compito dell’esattore non si limita soltanto a ricevere e mettere in esecuzione i carichi tributari, ma lo stesso è obbligato a verificare che gli atti consegnati sono legittimi, emessi da soggetto legittimato ed in seguito a procedimento legittimo. Purtroppo in questo nostro Paese il diritto è finito nelle mani di persone e soggetti che prestano servizi finti in danno della collettività che ne paga il peso.

  4. come è possibile sapere se un provvedimento è illegittimo se è firmato così: l’Agente della riscossione Equitalia Nord Spa , per la provincia di Venezia .

  5. Per marco Rossi
    Scusa ho visto la lista.ma non ho capito come evincere se è illegittimo un dirigente.

  6. Accertato che il “dirigente” era falso, come può la Orlandi dire che l’accertamento e’ comunque efficace? allora perché per legge chi firma un avviso di accertamento deve essere un dirigente? sarebbe inutile e basterebbe un funzionario!

  7. La Corte costituzione è stata molto chiara: chi ha firmato atti con una qualifica non ricoperta attraverso un concorso pubblico espletato per il posto di dirigente, non possedeva la condizione di legittimità per farlo. Ogni altra discussione è solo filosofia di cultura bizantina per salvare il posto e lo stipendio. ANCHE i dirigenti ministeriali sono nella stessa condizione. Questi signori si coprono a vicenda,nella cattiva e buona sorte. Per un caso mi sono rivolto al Ministero delle finanze ed una funzionaria, con nome e cognome, ha risposto che era tutto regolare, in seguito alle risposte date dai funzionari di periferia. Invece non è così ed ho dovuto ricorrere, perdere tempo e danaro per dimostrare il contrario. Eppure non occorre molto tempo per accertare la condizione di ciascun dirigente. Basta seguire il tracciato di una scheda personale. Il problema più grave si pone con Equitalia, società al 51% pubblica, che per legge deve osservare gli stessi principi di legalità. Qualcuno ha letto di bandi pubblici indetti da Equitalia?

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