Agenzia delle Entrate, illegittimi i dirigenti e le cartelle esattoriali!

Redazione 18/03/15
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Proprio nei giorni in cui l‘Agenzia delle Entrate sta accogliendo le domande di decine e decine di migliaia di aspiranti nuovi addetti alle sue mansioni di controllo sui contribuenti, una bufera senza precedenti si abbatte sull’ente tributario e sulle sue modalità di assunzione.

E’ la Corte costituzionale a scagliare il macigno sull’ente guidato, oggi, da Rossella Orlandi: le nomine di dirigenti effettuate senza un pubblico concorso negli anni addietro, sono da ritenerei completamente nulle. E il numero è davvero impressionante: si tratta di 767 dirigenti su un migliaio totale. Ogni 4 dirigenti, insomma, 3 non svolgono legalmente quell’incarico.

E non è tutto. Di conseguenza, afferma la Consulta nella sua sentenza sulle nomine facili alle Entrate, anche le cartelle esattoriali emesse da Equitalia che abbiano fatto seguito a procedure firmate dai dirigenti illegittimi sono da ritenersi senza effetto. Secondo quanto indicato dalla Corte, infatti, non sarebbero da considerarsi nulle essenzialmente le nomine con finalità di occupare una casella nell’organigramma dell’ente, ma anche le decisioni assunte da questi manager e, insieme, gli atti firmati e notificati ai contribuenti, sono ugualmente da ritenersi non validi.

Insomma, un vero terremoto per l’ente fiscale, che sta cercando di allargare i propri ranghi proprio in queste settimane, in cui è stato indetto un nuovo bando per 892 funzionari in varie regioni d’Italia. Una chiamata a cui sta rispondendo una moltitudine di leureati più o meno giovani per giocarsi le proprie chance di entrare nei ranghi delle istituzioni fiscali.

Cosa aspettarsi adesso

Ora, ovviamente, c’è da attendersi una reazione da parte delle Entrate alla sentenza della Corte costituzionale. A essere bocciata, da parte dei giudici costituzionali, è la legge 2012 contenuta nel decreto semplificazioni, che aveva reso valide le nomine anche in seguito alla sospensiva del Tar del Lazio per la nomina di funzionari al ruolo di dirigenti.

Ma la Costituzione, affermano i giudici, in proposito è molto chiara: a tutti i pubblici uffici, si giunge tramite concorso e ciò, a dispetto di quanto avvenuto all’Agenzia delle Entrate, anche se avviene una promozione di personale già assunto e in attività negli uffici in qualità di funzionario.

A parere della Corte la proroga contenuta nel decreto del 2012, varato dal governo Monti, “ha contribuito all’indefinito protrarsi nel tempo di un’assegnazione temporanea di mansioni superiori, senza provvedere alla copertura dei posti dirigenziali vacanti da parte dei vincitori di una procedura concorsuale aperta e pubblica”.

Dunque, ora resterà da capire cosa avverrà non soltanto dei dirigenti, i quali saranno verosimilmente piazzati al posto per cui hanno vinto la selezione, ma soprattutto alle notifiche esattoriali e alle cartelle in corso di svolgimento: si tratta di migliaia e migliaia di atti tributari che rischiano di diventare carta straccia. Una situazione inaudita, che getta vaste ombre sul prossimo futuro dell’ente tributario.

 

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