InterrogativoDOMANDA

Spettabile redazione di LeggiOggi, un amico mi ha proposto di lavorare presso la sua ditta con Partita IVA, io però svolgo anche un lavoro dipendente presso altra ditta. Secondo lei potrei aprire la Partita IVA e svolgere anche un secondo lavoro? Grazie fin da ora (Bonizzi E. – Crema – CR)

 


Nuvola

 

I PUNTI A CUI RISPONDERE

 

La Sig.ra Bonizzi chiede se possa svolgere contemporaneamente due lavori, uno come dipendente ed uno con P. IVA, purtroppo la Sig.ra Bonizzi, nulla dice circa la tipologia di lavoro che andrebbe a svolgere con P. IVA e circa la tipologia di lavoro che svolge come dipendente pertanto, si procede con il rispondere alle seguenti domande, al fine di poter fornire risposte complete.

  1. E’ possibile svolgere due lavori uno con P.IVA e l’altro come dipendente?
  2. Se ho un lavoro full time, che mi occupa tutto il giorno, posso aprire comunque la P. IVA?

 

 

Lampadina 

RISPOSTA

Circa al primo quesito, cioè se sia possibile svolgere un lavoro come dipendente ed uno come partita IVA, occorre tracciare una linea di demarcazione coincidente con lo svolgimento di un lavoro dipendente nel settore pubblico o nel settore privato.

Il dipendente del settore pubblico è vincolato obbligatoriamente alla richiesta, presentata alla propria Amministrazione Centrale, per poter svolgere altri lavori, di qualunque tipo, i quali comunque sono ritenuti per definizione, incompatibili con il mantenimento di una P. IVA.

 

Quindi affrontiamo la questione di un dipendente del settore privato che intende aprire la partita IVA.

Un dipendente del settore privato può aprire una attività collaterale che venga svolta come segue:

  • Socio di una società,
  • Imprenditore individuale, commerciante o artigiano (e ciò lo specifichiamo al fine di rendere più chiaro il discorso contributivo che dopo si affronta)
  • Libero professionista.

 

Il dipendente non è obbligato ad informare il datore di lavoro della sua intenzione, tuttavia sarebbe buona cosa informarlo comunque al fine di non incorrere in problemi riconducibili al licenziamento per giusta causa.

Inoltre il dipendente deve accertarsi, di non incorrere in alcun modo nelle situazione prevista dall’art. 2105 del codice civile.

 

Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio.

 

Il lavoratore è inoltre tenuto al risarcimento dei danni subiti dal datore di lavoro (Cass. n. 6473/1993).

Posto quindi che l’attività autonoma che il dipendete va a svolgere e il proprio lavoro di dipendente non devono tra loro essere in una situazione di concorrenza, il dipendente può avviare, NON IN CONCORRENZA CON IL DATORE DI LAVORO, una attività collaterale.

Circa il secondo quesito, stante comunque il limite della non concorrenza con il datore di lavoro, un dipendente full time può aprire comunque la P.IVA poiché egli, al di fuori del posto di lavoro è libero di recarsi ovunque , sia in luoghi presso i quali svagarsi e/o distrarsi, sia presso luoghi dove condurre un secondo lavoro (sempre e comunque non in concorrenza con quello svolto come dipendente).

 

 Lavori    ESEMPIO PRATICO

 

La Sig.ra Bonizzi può quindi esercitare con partita IVA il proprio lavoro di dipendente.

Ella dovrà:

a)      Aprire la partita IVA,

b)      Determinare quale attività svolgere attraverso la scelta del codice ATECO 2007, reperibile dal seguente link:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Strumenti/Codici+attivita+e+tributo/Codici+attivita+ateco/

c)      Optare per uno dei regimi fiscali disponibili in base alla normativa vigente,

d)     Effettuare tramite la pratica ComUnica la eventuale iscrizione presso la Camera di commercio competente (se il codice ATECO 2007 lo prevede, cioè nel caso di inizio attività relativo ad un posizione di artigiano o commerciante)

e)      Effettuare la pratica di SCIA presso il comune competente qualora l’attività da svolgere sia fra quelle che ne prevedono l’obbligo.

In relazione all’iscrizione INPS occorre distinguere due situazioni particolari:

  1. Se l’attività svolta è quella di libero professionista, vige l’obbligo di iscrizione alla GESTIONE SEPARATA INPS, per altro tale gestione è soggetta ad imposizione del 22% per l’anno 2015, sul reddito conseguito, poiché in possesso di altra copertura assicurativa (quella di dipendente, appunto)
  2. Se l’attività svolta è quella di artigiano o commerciante, tale contribuzione non può essere cumulata con quella del lavoro dipendente, poiché le due si sovrapporrebbero e non darebbero alcun beneficio in termini di pensione, l’INPS pertanto ammette di non iscrivere i commercianti /artigiani che dimostrano la prevalenza del lavoro dipendente rispetto a quella del lavoro svolto in via autonoma. Ciò avviene con la seguente strana procedura: non iscriversi all’INPS, attendere che l’Ente avvii la procedura di richiesta di versamento, presentare ricorso avverso il provvedimento di iscrizione obbligatoria ed attenderne l’esito positivo, in favore del dipendente. Per attare tale ricorso è sufficiente rivolgersi ad un patronato.

 

Esclamativo

 

PER RIASSUMERE

La Sig.ra Bonizzi può aprire una partita IVA pur lavorando come dipendente. Deve stare attenta a:

 

  • Non svolgere alcuna attività concorrente con il proprio lavoro dipendente,
  • Anche se full time può lavorare in via autonoma
  • Aprire la P. IVA ed adempiere a tutti gli obblighi, burocratici, contabili, previdenziali e fiscali

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