Riforma catasto 2015, è tutto pronto per il varo del decreto che aprirà ufficialmente la revisione dei fabbricati. I tecnici del ministero hanno chiuso la bozza dell’attesissimo provvedimento, che getterà le fondamenta per riscrivere parametri e rendite catastali su tutto il territorio nazionale.

Completare la riforma entro cinque anni, avviandola non oltre il primo luglio 2015 e, dunque, aver portato a termine l’aggiornamento di tutti gli immobili esistenti con data ultima 31 dicembre 2019. Questa è la road map tracciata dal governo nel decreto messo a punto per riformare il catasto.

Dopo il via alle commissioni censuarie, arrivato nelle scorse settimane a seguito della falsa partenza del 2014, che aveva convinto il governo a riscrivere il testo del documento istitutivo, è dunque l’ora della ridefinizione della banca dati nazionale su fabbricati e costruzioni, che aggiornerà il valore degli immobili e la loro posizione a fini fiscali e normativi.


Ma il provvedimento, confermato per la presentazione il prossimo venerdì 20 febbraio al Consiglio dei ministri, sarà innanzitutto di carattere risolutivo per quei milioni di edifici e unità tuttora sprovvisti di regolare planimetria e registrazione. Si tratta di una passaggio fondamentale per la riscrittura del catasto italiano, che sancirà il passaggio per il calcolo delle rendite alla presenza effettiva dei metri quadrati.

E’ questo, infatti, il principio guida che determina lo spirito della riforma, così come scolpito nella legge sulla delega fiscale, al cui interno sono contenute le coordinate per completare la nuova legge sul catasto.

Come saranno calcolato gli immobili

Per riportare tutti i titolari di immobili non archiviati entro i confini della legalità, il governo avrebbe in mente di stabilire un procedimento universale attraverso cui tutti i vani precedentemente calcolati per stabilire classe e coefficiente di ogni edificio, possano essere convertiti in metri quadrati.

Innanzitutto, si dovranno valutare sia la classe di appartenenza e i vani precedentemente calcolati, di modo che, per esempio, un appartamento di tipico uso civile – ma, allo stesso modo, di uffici, negozi, magazzini, laboratori, garage, tettoie – con un’ampiezza di 6,5 vani, sarà convertito in  136,5 metri quadrati.

Insomma, a essere coinvolte in questo sbrigativo sistema di ricalcolo dovrebbero essere le più comuni categorie catastali, dalla A/1 alla A/11 (dove è compresa la maggioranza delle unità del Paese), così come le classiche categorie commerciali della classe C e così via. Ciò che, comunque, va tenuto presente è che la classificazione per le abitazioni residenziali così come la conosciamo oggi dovrebbe scomparire: le unità delle varie classi A, tra tutte, saranno ricomprese nella nuova categoria O/1 assieme agli appartamenti.

Rischio aumenti. Anche in presenza di queste poche indicazioni, gli esperti mettono in guardia dal rischio di possibili incrementi sui consti. In generale, è possibile, comunque, che a trarne vantaggio siano i proprietari di abitazioni in periferia, dove la conversione tra vani e metri quadrati potrebbe ridurre la misurazione dell’immobile. Saranno, innanzitutto, gli immobili di categoria C a trovare, con ogni probabilità, il trattamento peggiore, dal momento che, in molti casi, si tratta di edifici già registrati in metri quadrati.

Cosa vale per il calcolo

Per calcolare con esattezza il valore del proprio immobili, come detto, sarà fondamentale conoscere il numero dei vani entro cui questo è stato suddiviso, a seconda dei parametri stilati anche dalle autorità locali. Ma a completare la definizione catastale dell’immobile interverranno anche altri indici, anch’essi da moltiplicare per i metri quadri, come la conservazione dell’edificio e la sua centralità. Così, tra i nuovi indicatori della metratura, saranno inclusi anche la presenza di ascensori e affacci, tra gli altri.

Tasse. A cambiare sarà anche la base imponibile sulla proprietà dell’immobile, che passerà da rendita catastale  a valore patrimoniale, al fine di uniformare, nelle intenzioni del govenro, imposizioni centrali e locali.

Chiesa. Niente da fare anche con il nuovo catasto sui luoghi di culto saranno esclusi dal calcolo di IMu e Tasi, dal momento che non detengono alcuna produttività, mentre per gli edifici di spiccato interesse storico-artistico.

Il nuovo testo. Al momento, è disponibile solo la relazione illustrativa del governo. Entro pochi giorni, dovrebbe essere diffuso anche il provvedimento ufficiale approvato dal governo.

Seguite tutti gli aggiornamenti nel dossier speciale riforma del catasto

 

 


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