Jobs Act: con l’ormai prossima entrata in vigore dei primi due decreti, è in arrivo anche il terzo intervento del governo dedicati ai contratti atipici, precari e apprendisti.

SI tratta della terza delega di cui può avvalersi l’esecutivo, dopo l’approvazione definitiva del disegno di legge di riforma del lavoro, che ha conferito nelle mani del premier Renzi e del ministro Giuliano Poletti la facoltà di intervenire sulle materie indicate.

Dopo la riorganizzazione dei contratti di lavoro, relativi alle novità sul licenziamento, l’introduzione del nuovo contratto a tutele crescenti e le modifiche alla legge sulla disoccupazione, ora è la volta dei rapporti di lavoro a tempo determinato.


La data per la presentazione del nuovo testo è già fissata: si tratta del Consiglio dei ministri del 20 febbraio, nel quale dovrebbero arrivare altre importanti e attesissime novità, come il decreto fiscale presentato la vigilia di Natale.

Nel medesimo giorno, il governo rendeva noti i due schemi di decreto che sono ora al vaglio delle commissioni di Camera e Senato, sulle prime due deleghe di cui dicevamo e che ora si apprestano all’ok per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Nei giorni scorsi, in proposito, la commissione di Palazzo Madama ha espresso il proprio parere favorevole non vincolante su entrambi i provvedimenti – relativi a licenziamenti e ammortizzatori sociali – ponendo, su quest’ultimo, tre condizioni.

L’organo del Senato ha chiesto al governo di specificare il termine di “lavoratore licenziato illegittimamente per giustificato motivo”, invitando il ministro a chiarire sul funzionamento del Fondo per le politiche attive per la ricollocazione dei lavoratori in disoccupazione involontaria così come il procedimento dei voucher per ritrovare lavoro, e, da ultimo, fornire un’indicazione precisa degli oneri, che al momento si basa su una stima generica, legata, tra l’altro, alla conseguente introduzione di una clausola di salvaguardia.

Aria più pesante, invece, alla Camera, dove la commissione guidata dall’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano cerca di annullare l’estensione della nuova disciplina sui contratti anche ai licenziamenti collettivi.

Il nuovo decreto. E veniamo al provvedimento che il governo avanzerà nei prossimi giorni: attraverso questo testo, arriverà a compimento la riforma del mercato del lavoro, con la ridefinizione dei contratti a termine.

Il Jobs Act, infatti, predilige come forma di assunzione il contratto a tempo indeterminato, che sarà condizione per l’attivazione delle tutele crescenti, da un lato, e degli sgravi approvati in legge di stabilità dall’altro.

Nonostante la nuova legge cerchi di dissuadere dal riscorso ai contratti precari, il nuovo decreto stabilirà alcune modifiche per la selva dei rapporti a termine, stabilendo che la durata massima sia ridotta da 36 a 24 mesi e, eventualmente, abbassare il massimo di rinnovi concessi, che passerebbe da 5 a 3.

In prospettiva, dovrebbe sparire ogni ricorso a forme di contratti precari, sebbene si passerà, nell’immediato, da un periodo di transizione finalizzato alla dismissione dei contratti di collaborazione e precariato ancora attivi


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  1. Sono un precario di 49 anni lavoro saltuariamente in periodi diversi dell’anno per un periodo totale di 6-7 mesi circa con contratti temporanei tramite un agenzia di lavoro , ma questa legge come mi tutela? Il contratto con un agenzia interinale si può considerare un contratto a tempo determinato? Grazie

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