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Tra le novità in tema di Riforma PA (vi rimandiamo al nostro speciale di approfondimento punto per punto) prende forma anche la semi-abolizione dei contratti di collaborazione (co.co.co) a partire dal 2017. Il tutto rientra nell’obiettivo stilato dal Governo di chiudere il precariato pubblico il più presto possibile.

Il Ministro Marianna Madia in questo senso è stata molto chiara: dal 2017 per entrate nel pubblico impiego l’unico vero ingresso sarà quello del concorso pubblicoBasta dunque a contratti co.co.co per gli statali, d’ora in avanti andrà avanti il merito e sarà premiata la costanza.

Però attenzione alla postilla della stessa Madia. “Ci sono situazioni di precariato storico, realtà nella PA che si reggono sui co.co.co che verranno tutelate“. Il che significa che non tutti i collaboratori della PA cambieranno il loro status? O che per certe figure di pubblico impiego la forma di collaborazione potrà essere contemplata?


Aspettando che il DDL Riforma PA della Madia prenda una sua forma definitiva entro l’estate, ricapitoliamo i chiarimenti che ha dato il Ministro a margine di un convegno sulla società pubbliche. “Diciamo niente più co.co.pro e co.co.co e i co.co.co sono solo nel pubblico impiego“, ha detto la Madia.

Di certo, ha confermato, il canale per accedere alla Pubblica Amministrazione con contratti a tempo indeterminato resta quello del concorso. Altrettanto sicuro è però che “non si può andare avanti così con questa confusione e c’è bisogno di ordine“.


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