Sostenere il settore delle locazioni tramite agevolazioni fiscali e favorire l’accesso alla proprietà senza ricorrere a mutui bancari: sono i due obiettivi dichiarati del decreto Sblocca Italia per il pacchetto casa, che intende quindi rilanciare il mercato immobiliare, uno dei settori italiani più funestato dalla crisi economica.

All’interno della legge appena approvata dal Senato ci sono una serie di migliorie per il pacchetto casa: le principali disposizioni riguardano sconti fiscali per chi compra case da destinare alla locazione a canone calmierato, rent to buy con regole certelavori in casa con meno oneri di concessione.

Affitto: tutti gli sconti sulle tasse

E’ prevista la deduzione dal reddito di un importo pari al 20% del prezzo pagato (su un massimo di 300.000 euro) per chi acquista da imprese immobili invenduti o completamente ristrutturati, con lo scopo di darli in locazione.


Per ottenere l’agevolazione il contratto di locazione dovrà essere stipulato entro il termine massimo di sei mesi dal rogito; dovrà avere una durata di almeno otto anni e un canone pari a quello concordato per i contratti con durata 3+2.

La deduzione, che può quindi arrivare fino a 60.000 euro, di fatto annulla le imposte sull’affitto, in quanto può essere usufruita in rate annuali per la durata di otto anni. Deducibile anche la quota di interessi pagata per l’eventuale mutuo sottoscritto per l’acquisto.

L’inquilino in ogni caso non potrà essere un familiare di primo grado, esclusi, quindi, figli e genitori del proprietario. L’agevolazione spetta anche a chi ha già stipulato un compromesso, in quanto se ne ha diritto per gli acquisti effettuati dal 1° gennaio di quest’anno e fino al 31 dicembre 2017. Attese le indicazioni dell’Agenzia delle entrate per rendere operativo lo sconto.

Bollo e Imu ridotti per chi riduce il canone

In attesa della Local Tax che unificherà Imu e Tasi, lo Sblocca Italia entra nel pacchetto casa confermando l‘esenzione dal bollo in caso di registrazione di accordi per la riduzione del canone per i contratti in corso.

E’ possibile in questo caso ottenere anche uno sconto sull’Imu. Le norme prevedono infatti che l’inquilino possa presentare al proprietario una richiesta motivata di riduzione del canone, e se la trattativa si conclude un accordo, è facoltà dei Comuni riconoscere per questi contratti uno sconto sull’imposta dovuta dai proprietari.

Rent to buy: tutto più facile

I contratti di rent to buy sono quelli che permettono all’inquilino di acquistare l’immobile ad un prezzo e ad una data prefissati, iniziando però fin da subito ad utilizzare l’appartamento a fronte del pagamento di un canone di locazione più elevato di quello di mercato, ma con una quota parte destinata ad  acconto sul prezzo di vendita.

Il nuovo pacchetto casa prevede agevolazioni per il passaggio da locazione a proprietà anche per chi stipula un contratto di tipo rent to buy. Ossia: allo scadere del contratto si sarà quindi ridotto l’importo dovuto per l’acquisto, e, semmai, si potrà richiedere un mutuo di importo relativamente basso.

Tra le novità, si lascia la possibilità agli interessati di stabilire tutte le clausole del contratto, in particolare in riferimento alla quota di canone da considerare come acconto, e alla quota di canone che il proprietario dovrà restituire se l’inquilino cambia idea e decide di non procedere più con l’acquisto.

Per legge invece se l’inquilino non è in regola con i pagamenti e salta anche solo un ventesimo delle rate, scatta la risoluzione del contratto. A tutela delle parti, i contratti di questo tipo debbono obbligatoriamente essere trascritti nei registri immobiliari.

Ristrutturazioni agevolate

La novità principale del pacchetto casa sulle ristrutturazioni riguarda l’accorpamento e la divisione di immobili, che rientrano ora nell’ambito della semplice manutenzione straordinaria e possono essere eseguiti a fronte della presentazione della Cila, la Comunicazione di inizio lavori asseverata da un tecnico.

Sufficiente che con questo atto si attesti che non vengono toccate le strutture portanti dell’edificio, non si aumenti la cubatura del condominio e che i lavori sono in regola con le norme edilizie. Così non sono più dovuti oneri di costruzione e di urbanizzazione, anche se sul fronte dei costi la norma si è un po’ ridimensionata nel corso dell’esame parlamentare rispetto al testo originario in quanto è stato reintrodotto l’obbligo di allegare il progetto, il che comporta il pagamento di oneri amministrativi al Comune.


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