Tasi, siamo entrati nel periodo caldissimo delle nuove aliquote. Mentre i Comuni ritardatari si affannano ad aggiornare le percentuali fiscali, Confedilizia lancia l’allarme sui costi che attenono i contribuenti. Ed è allarme rosso.

Manca ancora più di un mese al sedici ottobre, la data ultima entro cui i proprietari di immobili anche prime case, così come gli inquilini, saranno chiamati al versamento del secondo acconto Tasi 2014, ma il dibattito è già caldissimo attorno a una tassa che non ha mai smesso, in realtà, di far discutere.

Come noto, infatti, il 16 ottobre non ci sarà soltanto la seconda rata in quei Comuni dove si sia optato per il pagamento in tre tranche, con la prima già versata a giugno, ma si tratterà anche del termine temporale per consentire il pagamento della prima rata nei circa seimila municipi dove le aliquote non sono state aggiornate, a seguito dell’arrivo della nuova imposta.

La Tasi che non c’era

Da inizio 2014, infatti, si è presentata nella fiscalità immobiliare la Tasi, che ha sostituito l’Imu per le fasce esentate nel 2013, e dunque, in primis, proprio le prime case. Peccato, però, che la precedente legge di stabilità avesse assegnato ai Comuni italiani il compito di approvare le nuove aliquote entro il 23 maggio scorso, una scadenza, però, a ridosso del rinnovo di moltissime amministrazioni, le quali, ovviamente,  si sono lasciate distrarre un po’ troppo dalle elezioni imminenti.
Così, soltanto 2mila Comuni hanno provveduto nei termini alla modifica dell’aliquota calibrata sulla nuova imposta, mentre per i restanti enti locali, il governo ha varato una proroga in extremis che ha concesso  fino al prossimo 18 settembre per l’invio dei nuovi ternini fiscali al Mef.
Nel frattempo, però, calcoli e confronti con il regime precedente si sono sprecati, e l’ultimo studio di Confedilizia sferra un nuovo, durissimo colpo alla tassa approvata al governo di Enrico Letta.

“I dati diffusi dalle Finanze non provano assolutamente che la Tasi sia più leggera dell’Imu prima casa. Rispetto al 2011 le imposte sulla casa sono addirittura triplicate”: così l’ente di rappresentanza degli operatori edili ha sentenziato nei confronti della nuova tassa. A fungere da metro i pagamenti effettuai nei mesi scorsi proprio nei 2200 Comuni in cui si è iniziato a versare il dovuto in termini di Tasi, smentendo i dati diffusi dal governo, che sarebbero riferiti esclusivamente ai comuni in pari con gli adempimenti, mentre nei ritardatari il conto sarà molto più salato.

“L’analisi delle delibere che stanno via via approvando le varie amministrazioni – ha notato il numero uno di Confedilizia  Corrado Sforza Fogliani – mostra una tendenza all’utilizzo sempre più esteso dell’aliquota massima del 2,5 per mille o, addirittura, di quella del 3,3 per mille che i Comuni dovrebbero compensare con detrazioni di pari entità ben difficili da verificare”.

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