Saranno anche abbagli estivi, ma le ipotesi che circolano in base alle prossime riforme messe in cantiere da parte del governo non sembrano promettere nulla di buono per professionisti, contribuenti, pensionati e in generale tutte le categorie più esposte alle difficoltà dei mercati e dell’economia.

In principio, a fare breccia nelle colonne dei quotidiani di questo agosto più infuocato sulle pagine dei media che sul bagnasciuga, è stata la proposta del ministro Poletti  di introdurre un contributo sulle pensioni calcolate con metodo retributivo, al fine di incamerare alcune risorse da destinare agli esodati. Poi, sempre in ottica di risparmio sulla spesa pubblica, è tornata a farsi largo l’ipotesi di allungare il blocco degli stipendi agli statali fino a tutto il 2016.

Ora, l’ultima trovata in questa pazza fine di agosto è qualcosa da far rabbrividire tutti gli esercizi aperti al pubblico e le partite Iva, dal semplice negozio fino alla bottega dell’artigiano e allo studio professionale.

Parliamo, forse, del peggior incubo per i contribuenti titolari di partite Iva: la tracciabilità completa dei flussi finanziari. in queste ore, studiosi ed esperti si stanno interrogando sulle reali possibilità che avrebbe una simile riforma di entrare in vigore e di essere applicata. Sicuramente, la minaccia è tornata a farsi viva dopo alcuni anni in cui, comunque, il Grande Fratello del fisco non si è certo risparmiato, tra anagrafe dei conti correnti, spesometri e redditometri che hanno messo all’angolo molti contribuenti disattenti, o più semplicemente poco onesti.

Ora, però, si potrebbe realizzare il salto di qualità: il monitoraggio completo degli scambi di denaro, in modo che anche tutto il contante versato da un cliente a un esercente, vada portato sul conto della ditta in questione, per tenere le orme di ogni seppur minima transazione. E’ l’antico progetto dell’ex viceministro dell’Economia Vincenzo Visco, che avrebbe reso completamente controllati gli spostamenti di denaro contante.

Come potrà realizzarsi la tracciabilità

Pur essendo ancora una mera ipotesi teorica, che però torna ciclicamente in auge quando il governo – proprio come in questo periodo – intende perseguire il massimo sforzo nel recupero dell’evasione, vista la difficoltà dell’economia e il bisogno cronico di incamerare risorse, ci sono già le prime, possibili misure attraverso cui potrebbe realizzarsi il fisco “casa di vetro”, dove tutti gli spostamenti di denaro saranno alla luce del sole e riconoscibili.

Uno di questi è certamente la comunicazione obbligatoria da parte dei commercianti, al fisco, dei corrispettivi giornalieri, seconod quanto risultato nello scontrino di chiusura a fine giornata.

Tutto ciò, ovviamente, necessiterà di infrastrutture complesse da mettere a punto, delle quali, ancora, né gli esercenti, né le istituzioni fiscali possono disporre. Come si evince, allora, mettere in pratica la misura drastica del controllo fiscale non sarà certo facile e immediato, ma c’è da credere che, se davvero ci sarà la volontà di perseguire un simile progetto, allora le strade di completarlo si troveranno.

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteSocietà pubbliche e mercato, in arrivo i saldi di fine stagione?
Articolo successivoRevisioni dei veicoli, ecco le novità estive

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here