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Le società partecipate degli enti locali dopo la legge di stabilità

E’ stato da poco pubblicato il volume “Le società partecipate degli enti locali, dopo la legge di stabilità 2014”, di Michele Nico, Maggioli Editore.

L’opera analizza i cambiamenti che negli ultimi anni hanno coinvolto il settore dei servizi pubblici locali trasformandone le modalità di organizzazione e gestione, da ultimo la legge di stabilità 2014.

Infatti, l’affannosa e continua ricerca di una soluzione razionale e definitiva per la gestione di tali servizi, con occhio da ultimo soprattutto agli obiettivi di contenimento della spesa pubblica, rende necessario un volume che, con chiarezza espositiva, aiuti l’operatore, amministratore o professionista, a rimanere aggiornato, interpretando bene le complesse norme di settore e riuscendo ad applicarle ai casi concreti.

L’Autore segnala che il legislatore, abbandonati i tentativi di liberalizzazione e privatizzazione, ha sposato una terza via, quella dei controlli, che punta tutto sulle responsabilità di vigilanza e di programmazione a carico della pubblica amministrazione.

In questo contesto, che espone a numerose forme di responsabilità erariale gli amministratori, il testo da conto in modo dettagliato ed esaustivo di tutte quelle operazioni che, in un modo o in un altro, sono collegate alla gestione dei servizi e delle società partecipate ad essi preposte: dall’espletamento delle procedure concorsuali per la scelta del socio di una società mista, alla redazione di un contratto di servizio, fino alla complessiva attività di monitoraggio sugli standard della gestione, e via dicendo.

E in realtà l’opera, con i suoi continui e pertinenti richiami agli orientamenti giurisprudenziali più attuali, aiuta non poco a non perdere di vista la difficile materia della gestione dei servizi locali e delle corrispondenti società di gestione, cosa resa assai ardua una volta che la gestione e l’organizzazione dei servizi pubblici sono state oggetto di un continuo intervento del legislatore, quanto più confusionario e contraddittorio nel cercare di regolare un settore che appare allergico a ogni forma di sistemazione definitiva.

 

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