Il 10 gennaio (2014) fra CGIL, CISL, UIL e Confindustria è stato firmato il Testo Unico sulla Rappresentanza. Si tratta di un’operazione accompagnata da diverse tappe, scandite fin dal lontano 2009, e segnata da passaggi anche giudiziari che hanno lasciato diversi strascichi. Si pensi alla sentenza della Corte Costituzionale (231/2013), alla rivincita della FIOM CGIL ed all’uscita da Confindustria da parte della Fiat.
L’accordo definisce una volta per tutte quali devono essere le regole di certificazione della rappresentanza nelle aziende di Confindustria e quali sono i soggetti che partecipano alla trattativa sindacale.
In sostanza, dopo quest’accordo, possono partecipare alla vita sindacale aziendale tutti quei sindacati che superano la soglia del 5% della rappresentatività sui posti di lavoro, a prescindere dall’aver firmato o meno i contratti nazionali (CCNL).
La rappresentatività si misura dal rapporto fra iscritti con deleghe (e per questo i sindacati hanno attivato speciali rapporti con l’INPS) e risultati delle elezioni delle RSU. Le Rsu saranno elette secondo un meccanismo esclusivamente proporzionale per i tre terzi; si supera il “residuo” terzo riservato ai sindacati firmatari del contratto nazionale applicato nell’unità produttiva.
Perché quest’accordo è importante?
1) Perché sugella una serie di passaggi che hanno interessato i sindacati confederali e Confindustria attraverso almeno due accordi importanti quali quello del 28 giugno 2011 e del 31 maggio del 2013, dopo una serie di accordi separati lesivi dell’unità sindacale;
2) Perché si impegnano i sindacati e Confindustria a certificare gli iscritti attraverso CNEL ed INPS: questo renderà anche più agevole la certificazione della maggioranza del 50%+1 nel rinnovo degli accordi contrattuali.
Con il regolamento attuativo sulla rappresentanza «Cgil, Cisl, Uil e Confindustria dimostrano di sapersi rinnovare e di dare trasparenza e regole democratiche alla propria azione negoziale, di favorire la partecipazione dei lavoratori con il voto per i delegati e sugli accordi». Lo afferma il leader Cgil, Susanna Camusso, che aggiunge: «Mi auguro che presto anche con le altre associazioni datoriali si possa raggiungere questo importante traguardo che costituisce il modello per dare finalmente piena attuazione al dettato costituzionale»


CONDIVIDI
Articolo precedenteInammissibile l’istanza di rinvio dell’udienza tramite email
Articolo successivoCarceri, ecco la carta dei figli dei genitori detenuti: il testo

1 COOMENTO

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here