Dopo la scadenza sulla mini Imu, avvenuta lo scorso 24 gennaio, ora il focus di commercialisti, professionisti e Caf, si è spostato sui numerosissimi casi di errato versamento avvenuti nei giorni caldissimi del pagamento.

Come tutti i proprietari di prime case ricordano, infatti, il calcolo della mini Imu 2014 è stato uno dei passaggi più difficoltosi e ingarbugliati degli anni recenti di storia fiscale, con gli uffici di supporto presi letteralmente d’assalto, conteggi ripetuti innumerevolmente per arrivare all’esatto importo, e parcelle di consulenza richieste per la commisurazione delle somme, a volte più sostanziose del conguaglio stesso.

Insomma, una giungla fiscale vera e propria, che, a distanza di alcune settimane dalla sua conclusione, continua a lasciare effetti pesanti, anche per chi, ora, deve verificare che le procedure e i pagamenti siano stati svolti secondo le modalità corrette.


Il calcolo, è noto, è stato il vero scoglio per tutti, cittadini, studi professionali e dipendenti pubblici incaricati per la riscossione del tributo: valutare il 40% della differenza sulla rata prevista in caso di aliquota ordinaria, ha mandato in tilt non pochi operatori. Con il risultato che, per quanto, al momento, non esistano dati ufficiali, i pagamenti sbagliati si conteggiano già a migliaia e, naturalmente, sia gli operatori che i diretti interessati, proprietari di prime case e terreni agricoli si stanno chiedendo come poter correggere il proprio errore in fase di calcolo mini Imu.

Innanzitutto, l’aspetto cruciale, per chi abbia pagato meno o non abbia effettuato il versamento entro lo scorso 24 gennaio: è possibile regolarizzare la propria posizione entro il prossimo 16 giugno senza incorrere in interessi o sanzioni. Questo, a seguito di quanto previsto in legge di stabilità 2014, che, oltretutto, aveva allungato i termini di versamento mini Imu dal 16 al 24 gennaio. Dunque, nessun pericolo di cadere in sanzioni o more per chi non abbia ancora pagato la mini Imu 2013.

Quindi, per accedere alla regolarizzazione in caso di mancato o errato pagamento, allora, basterà mettersi in contatto con l’ufficio tributi del proprio Comune. In caso di pagamento inferiore, si potrà accedere a ravvedimento mediante l’apposito modello per correggere il parziale versamento precedente. Nel caso, invece, in cui si sia versato più del dovuto, allora si dovrà verificare con l’ufficio tributi la possibilità di pervenire a un riconoscimento dell’esborso extra e a un eventuale rimborso.

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1 COOMENTO

  1. nessun commento. le cose non potranno certamente migliorare. l’indicazione della lucina perpetua è giusta e la sola cosa certa.

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