Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, dice il falso quando bolla come “leggende metropolitane” le voci di bonus distribuiti a quei dipendenti che riescono a trovare gli evasori. Proprio nella giornata di ieri, negli studi di Telefisco, Befera ha tenuto a mettere in chiaro che non esiste alcun sistema premiante verso i funzionari che, a seguito di attività di accertamento, scovano materia imponibile non dichiarata al fisco. E questa precisazione è stata resa di fronte ad un folto pubblico di commercialisti che, da tempo, lamenta un’aggressività cieca del fisco su contribuenti che troppo spesso si trovano a dover attendere anni e spendere ingenti somme per difendersi da accuse che si rivelano infondate.

Ebbene, il direttore sostiene il falso. Solo pochi giorni fa infatti l’On. Enrico Zanetti, Vicepresidente della Commissione Finanze alla Camera, ha depositato un’interrogazione parlamentare tramite cui chiede di modificare la convenzione tra Ministero delle Finanze ed Agenzia delle Entrate sulla remunerazione incentivante dei controllori fiscali. Il parlamentare, che sconfessa con numeri alla mano le dichiarazioni di Befera, lamenta la presenza di un meccanismo perverso che trasforma la mission dell’Agenzia da quella di “cercare gli evasori” a quella di “trovare gli evasori”, premiando i dipendenti dell’agenzia anche quando essi portano avanti indagini che si dimostrano infondate.

Si riporta il testo dell’interrogazione:


“Premesso che:

– la remunerazione dei dirigenti di prima fascia dell’Agenzia delle Entrate si compone di stipendio tabellare (55.397,39 euro), retribuzione di posizione fissa (36.299,70 euro), retribuzione di posizione variabile (da un minimo di 34.218,10 a un massimo di 163.729,00 euro) e retribuzione di risultato (da un minimo di 27.887,68 a un massimo di 107.981,43 euro), tale per cui detta remunerazione complessiva oscilla da un minimo di 153.802,87 euro a un massimo di 363.407,52;
– la remunerazione dei dirigenti di seconda fascia dell’Agenzia delle Entrate si compone di stipendio tabellare (43.310,90 euro), retribuzione di posizione fissa (12.155,61 euro), retribuzione di posizione variabile (da 6.713,94 euro per un dirigente di 4^ livello a 33.569,70 euro per un dirigente di 1^ livello) e retribuzione di risultato (da un minimo per un dirigente di 4^ livello di 5.690,12 euro a un massimo per un dirigente di 1^ livello di 25.483,11 euro), tale per cui tale remunerazione complessiva oscilla da un minimo di 67.870,57 a un massimo di 114.519,31 euro);
– ai fini del diritto alla percezione della retribuzione di risultato, la Convenzione tra MEF e Agenzia delle Entrate fissa una serie di obiettivi incentivati che devono essere raggiunti, suddivisi tra obiettivi “area controlli”, obiettivi “area servizi” e obiettivi “area staff”, attribuendo ad ogni obiettivo uno specifico punteggio;
– tra questi obiettivi incentivati si annoverano anche: a) un incasso da versamenti diretti e da ruoli pari almeno a 10,2 miliardi di euro, derivante dall’azione complessiva dell’Agenzia per il contrasto degli inadempimenti dei contribuenti; b) una percentuale pari almeno al 59% di pronunce in tutto o in parte favorevoli all’Agenzia nei vari gradi di giudizio, sul totale di pronunce divenute definitive nell’anno corrente;
– considerata l’aleatorietà intrinseca dell’attività di controllo, la previsione di un obiettivo quantitativo di tipo monetario (il riscosso per il tramite dell’attività dell’Agenzia), per altro con il peso maggiore tra quelli assegnati ai diversi obiettivi incentivati, pare a dir poco incoerente e suscettibile di trasformare la mission dell’Agenzia da quella di “cercare gli evasori” a quella di “trovare gli evasori” (e, quando il compito non è cercare, ma trovare, imbattersi in contribuenti onesti può diventare una diseconomia operativa rispetto agli obiettivi incentivati da “correggere” forzando magari pro fisco alcune interpretazioni);
– lascia inoltre significativamente perplessi che l’obiettivo correlato alla percentuale di vittorie dell’Agenzia in sede contenziosa sia considerato soddisfacente quando la percentuale, comprese le vittorie soltanto parziali, raggiunge il 59%, posto che ciò implica un giudizio di soddisfazione in un contesto in cui l’Agenzia si trova a soccombere integralmente nel 41% dei casi, essendo invece chiaro che di fronte a percentuali di soccombenza integrale superiori al 20 – 25% bisognerebbe implementare un meccanismo penalizzante piuttosto che premiante;
–  altro aspetto che appare delicato è quello della ripartizione a livello locale degli obiettivi nazionali, atteso che la loro suddivisione e ripartizione con riferimento al singolo ufficio (e, quindi, al singolo dirigente) avviene sulla base di criteri che non sono pubblicizzati all’esterno e di difficile individuazione e ricostruzione anche da parte di coloro che sono oggetto della valutazione con il sistema interno all’Agenzia denominato SIRIO;

Tutto ciò premesso si chiede

se il Ministero dell’Economia, precisando in tal senso che si è interessati a conoscere il parere del Ministero e non dell’Agenzia delle entrate, non ritenga opportuno rivedere quanto prima la convenzione tra MEF e Agenzia delle entrate, nella parte connessa all’individuazione degli obiettivi incentivati che rilevano ai fini della parte variabile della remunerazione dei dirigenti dell’Agenzia delle entrate, al fine di ridurre la sua potenzialità di fattore di aggravamento del tasso di litigiosità tra Fisco e contribuenti e al fine di accrescere la trasparenza nei rapporti interni all’Agenzia delle entrate, agendo con modifiche alla Convenzione lungo queste tre direttrici: a) eliminazione dell’obiettivo monetario quantitativo e sua sostituzione con altri obiettivi più consoni alla reale mission che lo Stato affida all’Agenzia delle entrate nell’interesse dei cittadini; b) rimodulazione dell’obiettivo connesso agli esiti del contenzioso in corrispondenza di soglie significativamente più elevate, prevedendo altresì forme di penalizzazione ove la percentuale di pronunce integralmente a favore dei contribuenti superi il 20-25% del totale; c) condivisione e chiara esplicitazione dei criteri di suddivisione a livello locale e di singoli uffici degli obiettivi individuati a livello nazionale.”


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4 COMMENTI

  1. Ho contribuito molto alla sconfitta di Mastrapasqua . Solo chi non voleva vedere , non lo definiva…. passiamo avanti .
    Il sig Befera è strabiliante . ha contribuito e voluto serpico .
    Io vengo dalla vecchia scuola IRI . Pensate che con il Dott MURZI ANDREA ho collaborato alla liquidazione della vecchia OTO MELARA. Fui addestrato per scovare i mariuoli contabili , ma tanti e tanti anni fa . Io proporrei al Sig Befera , innanzi tutto una spiegazione scolastica , e cioè , come è possibile che l’evasione annuale rimane costante più o meno a 130 miliardi all’anno , e il PIL diminuisce , oltre al fatto che comunque vengono trovati dei manigoldi che non pagano un centesimo di imposte , evasori totali , a prima vista dovrebbe diminuire il monte evasione !!!.
    la seconda cosa che chiederei è se è convinto che ci volesse Serpico .
    Serpico è la negazione della logica , universitaria che ci hanno insegnato .
    Se ti fai mandare tutte le segnalazioni , tutti i fatturati dalle aziende da 30.000 euro all’anno in sù , sul codice fiscale , otterrai il margine lordo di quella azienda ; se le banche ti comunicano i propri addebiti trimestrali di competenze otterrai gli oneri finanziari che hanno pagato su quel codice fiscale ; se l’INPS e l’Inail ti invia tutti i costi previdenziali e di mano d’opera avrai il margine di contribuzione che si è assottigliato ai minimi termini dal che devi togliere gli ammortamenti , resta soolo una piccola cjfra di spese generali . Chi ha programmato Serpico ha pensato che gli evasori mettessero , il nero in c/c in banca !!! Queste sono persone che non sono state in azienda industriale . Caro Sig Befera , con la lista del margini aziendali così ricavati , vada a controllare le rimanenze delle aziende , almeno degli ariticoli più venduti e vedrà che li pescherà gli evasori .

  2. UN CONSIGLIO AL CAVALIER BEFERA
    Per stanare gli evasori si potrebbero usare i cani molecolari: gli fai annusare una banconota e vedrai che ritornano al cantiere di Mapello. deughis

  3. quello che dovrebbe essere ” la notizia” purtroppo non lo è.
    non lo è perchè tale sistema va avanti ormai da anni….. e da anni il “DIRITTO” è solo un ricorso scolastico.
    pur di raggiungere il budget assegnato i dirigenti hanno reso sistema la negazione del diritto pur di raggiungere le soglie che garantisce loro una bella torta da spartire tra di loro che gestiscono il potere.
    infatti al personale dell’Agenzia delle Entrate non viene concessa nessuna premialità. Anzi dall’anno 2005 hanno i contratti bloccati, ogni anno si vedono aumentare il programma di lavoro pur essendo sempre meno per l’esodo di molti dipendenti che vanno in pensione.
    l’attività svolta dai dipendenti non è l’esame della pratica, non è l’esame della situazione del contribuente, il suo lavoro è sistemico…. deve seguire la lista che gli viene assegnata e…. produrre accertamenti…. spesse volte con copia incolla … senza una logica applicativa alla fattispecie.
    risultato ? si raggiunge il budget…. si inasprisce il rapporto con il contribuente…. si aumenta a dismisura il contenzioso… perchè gli atti sono fatti male … senza motivazioni,,,,, aggredibili……risultato…. quello di perdere sistematicamente il 50 % dei contenziosi….. e quel 50% rimanente include anche le pratiche con perdita parziale.
    Nessuno lo sapeva ……. ???? gli indirizzi assegnati sono politici….
    nessuno ha fatto niente…… e perchè… tanto quando c’è da far concordare il pagamento delle imposte a VIP…. al mondo delle scommesse…. a… qualche fortunato che ha amici potenti….. il sistema funziona … e come…!!!!!!!!

  4. Befera è un altro dirigente come mastropascqua,entrambi bugiardi protetti. Mentre cittadini ed imprese si affannano a resistere, questi signori, dall’alto delle loro posizioni intoccabili, forti della ignoranza più assoluta, dispongono di distruggere quelli che hanno lavorato per permetter loro di dire idiozie e di creare meccanismi per fare i c… propri. Nessuno li controlla, anzi si accordano con altri poteri dello stato per mettere a punto la tagliola infallibile. Come si salverà il sistema? in solo modo, creando un organismo di persone ignote, con compiti precisi, di controllare Befera, Mastropasqua, la magistratura, la Banca d’italia e tutti quei soggetti che gestiscono economia e forti poteri.

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