Inizia ufficialmente l’iter del nuovo Isee 2014, l’indicatore di situazione economica equivalente riformato dal governo nei mesi scorsi. Venerdì, in Gazzetta ufficiale, è stato pubblicato il Dpcm 159/2013, che apre l’attuazione del nuovo strumento altrimenti noto come “riccometro”.

Il provvedimento entrerà in vigore in maniera effettiva il prossimo 8 febbraio, giorno a partire da cui inizierà il conto alla rovescia dei 120 giorni necessari per terminare il cammino per la messa in operatività del nuovo Isee.

Il primo appuntamento cruciale per l’attuazione del nuovo Isee, è fissato al 9 maggio 2014, quando scadrà ufficialmente la fase iniziale dell’iter. Qui, toccherà al ministro del Lavoro Enrico Giovannini dare il via a un altro testo che descriverà il profilo della nuova Dichiarazione Unica Sostitutiva – Dsu – previo parere del ministero dell’Economia, dell’Inps, Dell’Agenzia delle Entrate e del Garante per la privacy.


Dunque, un numero molto elevato di enti sono coinvolti per dare vita al nuovo strumento per la comparazione del redditi: la Dsu, per la piena attuazione, è un passaggio fondamentale, poiché ogni nucleo famigliare dovrà compilarlo per accedere ai benefici fiscali e di welfare in base al proprio indicatore.

Così, precise istruzioni dovranno essere divulgate sempre dagli stesi attori pubblici, per diffondere più informazioni possibile sulla compilazione corretta della Dsu. Questo, come detto, dovrà avvenire entro i primi 90 giorni, cioè prima del 9 maggio prossimo.

Quindi, gli enti avranno il mese restante per adeguarsi alle nuove disposizioni: ne consegue, insomma, che, al massimo il 9 giugno, il nuovo strumento per la certificazione dei redditi, sarà completamente attivato.

Nelle intenzioni del governo, il nuovo Isee dovrebbe contrastare tutti quei finti poveri che, fino a oggi, hanno avuto accesso alle prestazioni agevolate pur disponendo dei mezzi per essere autosufficienti.

Nella nuova conformazione dell’indicatore, verranno richieste meno informazioni dichiarate in autonomia da parte dei richiedenti, aumentando, al contempo, i  dati che gli enti potranno confrontare, in particolar modo quelli coinvolti nelal definizione della nuova Dsu, e dunaue Inps, Agenzia Entrate e la neonata anagrafe tributaria.

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2 COMMENTI

  1. Scusate mi ero dimenticato : dichiarare la pensione AVS Svizzera nell’Isee ,è come si tassasse due volte la pensione,una volta in Svizzera e una volta che accumulata a quella dell’Inps, và ad aumentare il limite max. del reddito per avere diritto a certe prestazioni, es. sconto sulle bollette, diritto alla Socia-card, diritto al Gratuito Patrocinio ecc.ecc.
    Questo i ” cervelloni ” dello Stato non l’hanno capito.
    Per queste agevolazioni limitano il reddito max. a Euro 10-11.000/anno e poi danno
    il bonus bebè a quelli che guadagnano 90.000 Euro /anno.
    FUORI DAI GANGHERI.!!!

  2. Salve, tra questa valanga di novità , non sono riuscito a leggere e a capire se nella compilazione dell’Isee, la pensione AVS Svizzera (reddito esente da Irpef), quindi non soggetta a tassazione in Italia, và dichiarata nell’Isee oppure nò.
    Mi auguro di nò, altrimenti sarebbe una vergogna per questo Governo , piacerebbe parlare o scrivere al Min. Poletti .

    Grazie della vs. Cortesia Italo

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