Quello dei licenziamenti è un campo al solito spigoloso, che, dopo la riforma Fornero, si è oltremodo complicato per effetto di nuove discipline di possibilità di allontanamento dal lavoro, oltre alla riscrittura dell’articolo 18.

Ormai, sono molteplici le ragioni per cui un lavoratore dipendente può vedersi recapitata la maledetta lettera di licenziamento, e trovano tutte applicazione a seguito dell’ultima legge sui contratti di lavoro e le conseguenti possibilità di scioglimento. Sono molte, del resto, le cause intentate contro i datori di lavoro e le sentenze de giudici non sembrano seguire, per adesso, una via univoca.

Per chiarire gli aspetti ancora grigi della normativa, la testata online di Mediaset TgCom24 ha intervistato l’avvocato Rocchina Staiano, docente su tematiche del lavoro all’Università di Teramo, autrice Maggioli ed esperta del settore.


Spiegando l’origine della pratica di licenziamento, l’avvocati illustra che esistono diversi tipi di chiusura del rapporto di lavoro, tra cui il licenziamento per giusta causa, che si verifica nei casi in di rifiuto ingiustificato del lavoratore a eseguire la prestazione; il rifiuto del lavoratore a riprendere il posto di lavoro dopo che il medico dell’azienda lo ha dichiarato guarito, ma contro il parere del medico personale; se durante il periodo di malattia il lavoratore compie comunque qualcosa di grave, per esempio un lavoro presso terzi che pregiudica la guarigione”.

Altra tipologia di licenziamento è quella di giustificato motivo soggettivo, quando, spiega la Staiano “c’è un comportamento o un inadempimento degli obblighi contrattuali meno gravi rispetto alla giusta causa” oppure oggettivo, nell’evenienza di “riorganizzazione del lavoro, di crisi aziendale, di soppressione di quella mansione, per ragioni attinenti l’attività produttiva”.

In seguito, le rimanenti fattispecie di licenziamento si enunciano in qualità di disciplinare, discriminatorio, ad nutum, che invitiamo a leggere nell’intervista a Rocchina Staiano, dove viene anche spiegato quando un licenziamento può essere ritenuto illegittimo.

 

Cassa integrazione e licenziamento dopo la Riforma

Cassa integrazione e licenziamento dopo la Riforma

Rocchina Staiano, 2013, Maggioli Editore

L'opera, aggiornata alla recente Circolare n. 3 del 16 gennaio 2013 del Ministero del Lavoro che illustra i primi chiarimenti operativi riguardo alla procedura obbligatoria di conciliazione per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, vuole essere uno strumento di ausilio per tutti i...




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