La Giustizia Italiana, inaspettatamente, ci offre i suoi colpi di scena.

In questi giorni, difatti, sono state pubblicate le motivazioni per le quali la Corte di Cassazione, il 18 aprile scorso, ha annullato l’assoluzione di Alberto Stasi.

Motivazioni che hanno suscitato clamore agli addetti ai lavori, agli esperti di diritto perché mai, e poi mai, si poteva immaginare che i Giudici della Suprema Corte, chiamati a decidere soltanto delle questioni di legittimità, in questo caso si sono spinti ben oltre, entrando nelle questioni di merito. In altri termini, i Giudici, invece di limitarsi a valutare gli aspetti procedurali, hanno rifatto in toto il processo.


Il reato di cui Stasi è ritenuto colpevole – omicidio della sua fidanzata, Chiara Poggi nell’agosto 2007- noto all’opinione pubblica come “ Delitto di Garlasco”, rischiava di restare, come gran parte dei gravi casi di cronaca nera, di cui l’Italia, da un paio d’anni a questa parte, si sta macchiando, irrisolto.

Ma non pare proprio che tale delitto resti senza colpevole perché i Giudici di Piazza Cavour hanno sancito, con queste motivazioni, un semplice “ Tutto da rifare”. Ma non è affatto un semplice “ Tutto da rifare”.

Un “Tutto da rifare” che ha il suo peso, la sua importanza.

Un “ Tutto da rifare” che ha azzerato il lavoro precedente e che chiede di iniziare un nuovo processo: un appello – bis.

Un “Tutto da rifare” che pesa come un macigno sull’unico indagato/imputato Alberto Stasi il quale dovrà indossare, di nuovo, le vesti di imputato.

Un “Tutto da rifare” che riaccende la speranza di Giustizia alla famiglia Poggi che, mai, a dire della madre della vittima, è venuta meno, neppure quando Alberto Stasi è stato assolto nei precedenti gradi di giudizio.

Un “Tutto da rifare” che significa dare valore a prove sottovalutate e valutare prove mai acquisite. Infatti, sono stati imposti nuovi esami sulla bicicletta nera, sul capello castano trovato nella mano della vittima … I Giudici di Piazza Cavour hanno accolto queste richieste formulate dalla difesa di parte di civile, così motivando “ La ricostruzione dei fatti non consente di pervenire ad un risultato di assoluzione o di condanna, contrassegnato da coerenza, credibilità e ragionevolezza”.

Con questo “Tutto da rifare”, insomma, Stasi non ha proprio convinto, nella sua narrazione dei fatti, i Giudici di Piazza Cavour.

Non ci resta, dunque, che attendere il luogo e la data in cui il nuovo processo prenderà avvio nella speranza che l’esame di tutti i tasselli della vicenda possa fugare ogni dubbio al fine di giungere alla tanto auspicata Giustizia.


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3 COMMENTI

  1. NON CI SONO PIU’ I PROCESSI DI UNA VOLTA
    Troppi i casi trattati con eccessiva approssimazione. Prova ne è l’uccisione di Yara Gambirasio dove i testimoni della prima ora sono spariti dall’inchiesta ed è stato privilegiato il DNA termale, così da far dire ai critici che PM e GIP hanno agito con troppa leggerezza scagionando il maggior indiziato (ed il suo datore di lavoro) motivando:
    a) che la traduzione dall’arabo era sbagliata; b) che uno solo dei tre cani molecolari si è avvicinato al magazzino del cantiere di Mapello, mentre l’altro gli ha buttato uno sguardo disinteressato ed il terzo è andato per i fatti suoi; c) che la polvere di cemento rinvenuta sulla vittima è di un tipo assai diffuso in edilizia. Io non credo che questi siano gli unici motivi del proscioglimento e penso che gli Inquirenti abbiano in mano elementi ben più consistenti.
    Nel processo di Garlasco invece si parte da un “peccato originale” che è quello di consentire che un caso di omicidio sia trattato da un GUP, cioè da un solo uomo (o donna) che si carica di una grande responsabilità ed a cui potrebbero sfuggire importanti particolari. Se la Suprema Corte ha sbagliato in qualche cosa (e ciò è probabile) forse è meglio così perchè gli indiziati potrebbero diventare SETTE (non tralascerei qualche amico di Alberto); se poi Stasi dovesse essere ancora assolto ogni dubbio sarebbe finalmente fugato. Rimane la certezza che Chiara Poggi non si è suicidata e che il delitto, come altri, scaturisce da comportamenti assai diffusi tra i giovani e che i genitori delle vittime, specie se sono ragazze, fanno fatica ad ammettere. deughis

  2. Ma quale non ha convinto cara giornalista si vada a leggere gli atti prima di scrivere stupidaggini …. I “giudici” della cassazione sbagliano persino il nome di stasi (Mario invece che Alberto ) nella sentenza per non dire altre stupidaggini che scrivono ….se lei fosse una vera giornalista avrebbe notato (cosa che non ha fatto nessuno) che sei dico SEI soggetti dopo che gli inquirenti hanno spostato l’ora della morte dalle 11 alle 9 -9.30 sono senza alibi e nessuno si è degnato di sentirli nuovamente a sit! Per non dire altro come la posizione delle chiavi di casa ( dentro il cestino dietro la TV sotto la chiavetta usb usata la sera prima ) con cui chiara avrebbe dovuto aprire la porta quella mattina? Se vuole veramente fare un analisi seria del caso mi creda si legga tutti gli atti e poi ne riparliamo. Cordialmente

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