Il ministero della Giustizia ha deciso di sbloccare i compensi degli avvocati; infatti ci sarà un incremento medio del 35-40% con una semplificazione delle voci rispetto alla proposta fatta dal Consiglio nazionale forense che adesso dovrà valutare il testo con queste modifiche. Dunque sembra che uno dei nodi più complessi del mondo dell’avvocatura si stia allentando per andare verso una soluzione, certamente serve ancora tempo anche perché il provvedimento dovrà essere messo nuovamente a punto dopo le probabili osservazioni del Cnf e del Consiglio di Stato.

Non bisogna dimenticare poi che anche Camera e Senato hanno la facoltà di esprimersi a tal proposito, nel frattempo dal ministro Cancellieri provengono segnali distensivi, il che è molto importante vista la situazione di tensione che si era creata di recente con gli avvocati che erano stati definiti dalla stessa ministra una schiera di persone poco avvezza al cambiamento, per usare una perifrasi più tenera.

E’ trascorso poco più di un anno da quando è entrata in vigore una versione per la liquidazione giudiziale delle parcelle totalmente sgradita ai legali. Ad ogni modo pensare che il passo avanti sia però sufficiente è ancora tutto da verificare e un giudizio più completo potrà essere fornito dal Consiglio nazionale forense che nelle scorse settimane  non aveva nascosto le proprie preoccupazioni per una proposta che sembrava ancora troppo distante da quella fatta dallo stesso Cnf.


Il regolamento della Giustizia, intanto, ha consentito di eliminare i dubbi che erano sorti in termini di copertura per quanto previsto a titolo di gratuito patrocinio. In termini generali a via Arenula si fa presente come il testo stilato sia assai più simile alla proposta del Cnf piuttosto che a quello messo a punto circa un anno fa dall’allora ministro della Giustizia Paola Severino. 

In pratica è stato mantenuto il meccanismo diviso in fasi e scaglioni ma il ministero ha provveduto ad un’opera di semplificazione, alleggerendo il progetto Cnf da voci che sembravano una semplice duplicazione come quella riguardante la fase della post decisione, quando è già previsto un compenso per quella esecutiva.

Per il Cnf i compensi devono avere come riferimento le varie fasi del procedimento e sono previste possibilità di aumento e diminuzione; nel settore civile (ma è disciplinata anche tutta l’attività stragiudiziale), gli importi possono essere soggetti, a discrezione del giudice, a un aumento sino al 70% o a una diminuzione fino al 30%. L’articolato del Cnf chiarisce anche la fisionomia delle varie fasi processuali. Ad esempio, quella di studio include l’esame e l’analisi degli atti successivamente alla consultazione con il cliente, le ispezioni dei luoghi, la ricerca dei documenti e la successiva relazione o parere alla parte assistita.


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