In queste ore è arrivata la notizia in base alla quale vari Atenei italiani non sarebbero favorevoli ad organizzare i corsi per la scuola dell’infanzia e della scuola primaria, anche se, al momento, non si sono ancora tenuti incontri con rappresentanti del Ministero. Intanto cominciano ad uscire su Os.it i primi dati ufficiali sul fabbisogno di docenti specializzati per il triennio 2012/14; saranno necessari più di 20 mila docenti, anche se attualmente è possibile attivare il corso solamente per 6.398 posti.

La Cisl Scuola non ci ha pensato un momento a denunciare e condannare l’atteggiamento di resistenza che gli Atenei stanno manifestando per l’attivazione dei Percorsi speciali abilitanti per infanzia e primaria. A testimonianza di questo scrive la Cisl Scuola Pordenone; “si tratta, ancora , degli stessi Atenei che dovranno attivare i PAS di infanzia e primaria, e che (secondo numerose segnalazioni dai territori) manifestano qualche resistenza in merito”.

Resistenza che non sorprende; infatti circolava già da qualche tempo la notizia, sia in relazione a infanzia e primaria (si tratterebbe delle medesime Università che si occupano di Scienze della formazione primaria), sia per quanto concerne i corsi da attivare presso gli A.F.A.M.


Va ricordato, tuttavia, che è prematuro poter prevedere se alla resistenza iniziale farà seguito il diniego all’attivazione del corso. Lo step successivo alla raccolta delle domande di partecipazione (scadenza prevista per il 29 agosto) sarà infatti la riunione tra i Rettori dell’Ateneo o il Direttore dell’istituzione interessata e il Direttore del competente Ufficio Scolastico regionale.

Solo in questa fase sarà possibile capire quali Università prenderanno parte ai percorsi, ora come ora, al docente non resta che selezionare una regione “a scatola chiusa”, praticamente alla cieca. Questo potrebbe essere un altro motivo che spiega il perché delle poche domande inoltrate finora (solo 32.200 al 20 agosto, anche si attende un picco nell’ultima settimana), anche se su questo sarà compito del Ministero fornire una risposta esauriente, visto l’errore di calcolo fatto con le previsioni delle iscrizioni dei candidati (attese 70-80 mila).


3 COMMENTI

  1. OGGETTO: QUESTIONE PAS E FORMAZIONE INSEGNANTI SCUOLA INFANZIA E PRIMARIA. “CONDONO ABUSIVISMO EDUCATIVO ?”
    Coinvolge tutti (bambini, genitori, società) non solo per gli insegnanti.

    Il nocciolo della questione in oggetto, a mio avviso, è che si continua a non dare giusto valore, evidenza, considerazione alla qualità formativa che sin dalla più tenera età va “tutelata” e richiesta come elemento determinante lo sviluppo qualitativo del nostro paese.

    Ritengo che a nessuno verrebbe mai in mente di accettare che si possa abilitare all’esercizio della professione di medicina, chirurgia, farmacia, pediatria, veterinaria, ingegneria, legge, polizia……con un percorso di 5 mesi perchè si sono maturati almeno 3 anni (scolastici) di esperienza in campo (senza però aver intrapreso un percorso professionalizzante di studio-formazione-selezione: Laurea).

    Viene da pensare che chi intraprende un percorso formativo “entro le regole” sbaglia e ne paga le conseguenze e chi invece evita di seguire il percorso “regolare” viene “premiato”.
    Credo che la stragrande maggioranza delle persone non si renda conto che il “premio” ….lo paghiamo tutti noi, i nostri bambini, il nostro paese.
    La questione è “resa invisibile” alla percezione dei più perchè:
    – il costo lo paghiamo poi, in futuro, in ambito educativo, culturale, scientifico, economico, sociale…
    – per comprenderlo occorre essere formati-preparati-lungimiranti-cittadini attivi e promotori dello sviluppo del proprio paese (ed informati).
    Chi forma gli altri ha come obiettivo quello di renderli tra l’altro cittadini attivi, promotori del benessere individuale e collettivo.

    I bambini e il loro futuro “dipendono” dalla scuola che gli viene offerta, siamo noi adulti, genitori, insegnanti che dobbiamo esigere qualità educativa, professionalità riconoscendo VALORE alla formazione di un insegnante equiparabile a quella di un medico, di un chirurgo, di un pediatra, di un poliziotto….
    I risultati dell’intervento educativo si “pagano” o si “fanno fruttare” nel lungo periodo.

    Un paese che non valorizza la formazione (di chi forma gli altri) che percorso di sviluppo intraprende?

  2. Ma ci mancherebbe altro! Il corso di laurea in scienze della formazione primaria è mgistrale a ciclo unico e a numero chiuso ed è l’unico titolo abilitante all’insegnamento all’infanzia e alla primaria. Se ai pas poono accedervi tutti senza preselezione che senso ha fare n corso di laurea a numero chiuso?
    E poi perchè gli studenti di sfp dovrebbero fare 5 anni di lezioni, laboratori e tirocinio obbligatori (con un dipendio di energie e denaro non da poco) se poi si troveranno srpassati da persone che hanno ottenuto la stessa abilitazione con un corso ad accesso libero in un solo anno??
    E’ un schiffo al merito e atutte quelle persone che studiano in quel corso di laurea. E’ giusto che gli atenei non vogliano attivare questi corsi.
    Chi voleva abilitarsi poteva farlo o iscrivendosi al corso di laurea suddetto o partecipado ai tfa. Tra laltro se una persona è convinta di volere insegnre può tranquillamente provare ad entrare a sfp l’anno prossimo.
    No alle scorciatoie e alle ingiutizie. no ai pas per infanzia e primaria!
    Angelica

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