concorso scuola

E’ tutto pronto per la terza prova: ancora poche ore e i 491.491 ragazzi delle scuole superiori si troveranno faccia a faccia con il temuto test, che potrà essere a risposta aperta o, in alternativa, nel criticatissimo “quizzone” a risposta multipla.

Si tratta di un appuntamento che incute sicuramente meno timore dei primi due scritti – primo, il tema, classico battesimo con l’esame di Stato e poi il secondo giorno, la prova specifica per l’indirizzo prescelto. Eppure, nel computo dell’esame la terza prova ha un ruolo fondamentale, per varie ragioni.

Vediamo innanzitutto, come è strutturata. Di norma, le materie interessate saranno 4 o 5  – generalmente attese dagli studenti – ognuna delle quali presenterà un certo numero di quesiti ai maturandi. La quantità delle domande sarà inversamente proporzionale alla vastità degli argomenti e allo spazio consentito per approfondire le risposte: più domande saranno, più specifiche saranno le questioni trattate.


Così, anche il temuto quizzone, il test a risposta multipla in realtà raramente praticato, conterrà un quantitativo di quesiti ben superiore rispetto alle successioni di domande a risposta aperta, proprio in virtù della minuziosità delle richieste.

A differenza delle prime due giornate di scritti, dove le consegne sono decise in Ministero e restano ignote agli stessi professori fino al momento dell’apertura delle buste, nella terza prova a definire le domande è la Commissione esaminatrice interna di ogni sezione. Così, agli studenti dovrebbe risultare più agevole affrontare gli ostacoli di questo passaggio in vista dell’orale, logicamente qualora arrivino preparati all’ultimo scritto: gli argomenti faranno parte del programma didattico svolto nel corso dell’anno scolastico. Non ci sarà, insomma, il rischio di incappare nel Magris di turno.

Nel computo del voto complessivo, la terza prova ha una validità pari alle altre due già sostenute: quindici punti come per il tema di italiano e la seconda prova – funzione, versione di latino, o traduzione che fosse, a seconda degli indirizzi scolastici.

Va da sé, dunque, che, per quanto gli studenti la affrontino con ragionevole sicurezza, rispetto alle piene incognite delle due precedenti, essa non va assolutamente snobbata: portare a casa un buon voto complessivo agli scritti è il miglior viatico per affrontare l’orale serenamente, senza l’ansia di dover per forza recuperare qualche punto perso per strada.

Naturalmente, resteranno vietatissimi cellulari e tablet, mentre potranno generalmente essere consultati dizionari monolingua (almeno una delle materie interessate sarà infatti una lingua straniera). Dunque, non resta che utilizzare queste ultime ore in previsione della terza prova per prepararsi al meglio, prima del rush finale in vista del colloquio, che segnerà per sempre l’addio degli studenti alla scuola superiore di secondo grado.

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