Il momento tanto temuto da tutti i risparmiatori italiani è infine arrivato: l’Agenzia delle Entrate dà il via ufficiale alla piena attuazione dell’anagrafe dei conti correnti. Lo strumento rientrava nelle strategie messe in campo dal governo precedente, guidato da Mario Monti, per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale con l’utilizzo di innovativi sistemi tecnologici, che consentissero di incrociare i dati di ogni correntista con le operazioni bancarie sostenute.

Dunque, parte il Grande fratello dei risparmi in banca, se è vero che, da oggi, il sistema “Sid” è operativo, dopo una serie di false partenze e aggiustamenti apportati in fase di test. Ad annunciarlo è stato, nei giorni scorsi, il direttore dell’Agenzia delle Entrate in persona, Attilio Befera.

Il sistema Sid nasce per consentire la trasmissione dei dati dei singoli correntisti in forma sicura, senza il rischio che la privacy del contribuente venga intaccata da infiltrazioni esterne o possibili hacker. 


La principale incognita di questo sistema, che tiene le tracce dei saldi e dei movimenti effettuati nei conti correnti dei maggiori istituti finanziari, era naturalmente quella della riservatezza del risparmiatore, al cui favore ha guardato, in proposito, il Garante della Privacy, chiedendo che lo strumento dell’anagrafe venisse tarato in modo da non mettere a rischio il diritto alla protezione dei dati sensibili di ogni singolo correntista.

Per questa ragione, dunque, è stato creato Sid – Sistema di interscambio dati – che non è altro che un’infrastruttura di tipo “application to application” senza necessità di intervento umano.

in sostanza, agli operatori finanziari è richiesto di comunicare i dati utilizzando, previa registrazione sul sito internet delle Entrate, il programma Sid, per mezzo della nuova piattaforma di file transfer protocol (Ftp). Esclusivamente per file di trasmissione inferiori a 20 mb in formato compresso, è possibile l’utilizzo, sempre in modalità automatizzata, del servizio di posta elettronica certificata.

Ora, insomma, Sid è pronto, giura Befera: “Siamo in grado di acquisire le informazioni che ci perverranno dagli operatori finanziari”,  che al momento riguarderanno soltanto i movimenti relativi all’anno 2011. Secondo il calendario istituzionale, infatti, le tracce del 2012 dovranno essere inoltrate entro il 31 marzo 2014, dopodiché, per ogni anno successivo, la scadenza verrà fissata al 20 aprile. Una notizia che di certo non farà gioire i contribuenti italiani e che, insieme, obbliga a fidarsi del livello di evoluzione del software realizzato a tutela della privacy di ciascuno, senza avere l’assoluta certezza dell’assenza dell’invasività nel privato contabile del singolo correntista.

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