Crescita, occupazione e semplificazione: sono questi gli obiettivi principali del “decreto del fare” proposto dal Governo Letta. Al quale si aggiunge un provvedimento ad hoc per affrontare e superare il problema dell’emergenza carceri e dei tempi oblunghi della giustizia italiana. Palazzo Chigi punta a presentare al prossimo Consiglio dei Ministri, indetto per sabato se non addirittura per domani in serata, oltre al decreto sviluppo d’urgenza anche un corposo disegno di legge di deregulation da sottoporre al vaglio delle Camere. In tal senso, sia Letta, sia Patroni Griffi, che Saccomanni, si sono incontrati proprio ieri per scegliere le misure da introdurre nei tre provvedimenti in arrivo. L’ostacolo delle risorse rimane quello più difficile da oltrepassare: il ministro per la coesione territoriale, Carlo Triglia, ha già evidenziato una prima certezza in merito alle coperture finanziarie.

Triglia ha infatti chiarito, ieri alla Camera, che dalla globale riprogrammazione per 4.1 miliardi dei fondi Ue è previsto l’arrivo di un miliardo stanziato per sostenere l’occupazione dei giovani e per diminuire l’indigenza, soprattutto nel sud del Paese. La necessità più urgente che si presenta è quella che riguarda la predisposizione di azioni mirate, volte specificatamente a “ridurre il cuneo fiscale per le nuove assunzioni di giovani (si pensa ad una copertura totale degli oneri a carico del datore di lavoro per un periodo di due anni), al finanziamento degli incentivi all’auto-imprenditorialità e all’auto-impiego previsti, nonché ai progetti nei servizi delle cooperative di giovani e infine alla concessione di credito di imposta per assunzioni di laureati tecnico-scientifici di alta qualità”. A seguito, poi, della riunione del pre-consiglio svoltasi martedì pomeriggio sulla revisione del disegno di legge sulle semplificazioni, è saltata fuori anche una nuova norma che presupporrebbe il commissariamento delle amministrazioni e degli enti territoriali verso cui sono state verificate ingiustificate inosservanze dei tempi previsti per l’emanazione degli atti per usufruire dei fondi comunitari. Anche l’allargamento del pacchetto fiscale è tutt’ora in corso d’opera.

Subentrano, infatti, in aggiunta all’annunciata soppressione della responsabilità solidale negli appalti, anche le nuove direttive su Equitalia che sono state richieste, con parere unanime, dalla commissione Finanze della Camera attraverso la risoluzione sottoscritta lo scorso 21 maggio. Dopo l’immissione estensiva del limite oltre il quale Equitalia è tenuta a disporre la sospensione della rateizzazione del debito (da 2 a 5 rate non versate), e dopo la dichiarazione d’inammissibilità della pignorabilità della prima casa (ed eccezione delle abitazioni considerate di lusso), attualmente si sta mettendo mano al versante delle garanzie, predisponendo specifiche tutele anche per gli imprenditori in difficoltà e per le ditte individuali. Rispecchiando questa direzione, si stabilisce che la scadenza dell’efficacia del pignoramento nei confronti dei beni strumentali (ossia macchinari, capannoni e così via) non possa oltrepassare i termini e prima di procedere all’incanto, la stessa Equitalia sarà tenuta ad attendere 300 giorni. In aggiunta a ciò, l’imprenditore in debito riceve la nomina di custode, potendo in tal modo non arrestare la produzione e altresì tentare di saldare il conto iscritto a ruolo. Le semplificazioni abbracceranno anche i professionisti.


Le spese di vitto e alloggio dovute dal committente al professionista dovranno essere escluse dai compensi in natura, non essendo più di conseguenza incluse nella determinazione della base imponibile del professionista. Un ulteriore esperimento presuppone di estendere la prova delle cosiddette zone a burocrazia zero. La sperimentazione andrebbe a rinforzare quanto già disposto dal decreto semplificazioni 2012 e sarà prevista, oltre che nelle aree che in passato erano state selezionate come “zone franche urbane”, in tutto il territorio peninsulare. Fanno infine da fanalino di coda alle misure annunciate dal ministro dello Sviluppo economico, affiancandosi alla cosidetta “legge Sabatini” di rinforzo finanziario al Fondo centrale di garanzia, le misure di potenziamento del piano finanziario promozionale dell’Agenzia Ice per il commercio estero, si stima pari a 25 milioni di euro all’anno.


1 COOMENTO

  1. Spero che le misure suddette vengano urgentemente attuate e propongo i seguenti provvedimenti aggiuntivi:

    -tutela del lavoro precario con particolare riferimento all’introduzione della copertura previdenziale a chi lavora senza contributi;

    -privatizzazione della burocrazia allo scopo di renderla più funzionale e meno costosa;

    -introduzione anche in Italia del reddito minimo di garanzia, non soltanto per l’iniziativa presa da BEPPE GRILLO, ma perché noi siamo i soli, con i GRECI e gli SPAGNOLI, ad esserne privi in tutta l’EUROPA.

    Cordiali saluti.
    Massimo Capri.

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