Sono 115mila i precari della pubblica amministrazione interessati dalla decisione presa oggi dal Consiglio dei ministri, che ha disposto un’ulteriore proroga dei contratti in scadenza al prossimo 31 dicembre con il decreto che ha disposto, oltre al rinvio dell’Imu al 16 settembre, anche il rifinanziamento della Cig per un miliardo di euro.

Ora, i contratti atipici della PA slittano, nel complesso, di un intero anno poiché a fine 2012 era stata presa l’esatta decisione, che aveva procrastinato la validità dei contratti in essere al 31 luglio 2013. La disciplina, infatti, era stata inserita nell’ultima legge di stabilità.

Oggi, dunque, è arrivata la conferma ufficiale di un provvedimento comunque, annunciato, già inserito dal premier Enrico Letta nel suo discorso programmatico che lo aveva portato a ottenere la fiducia sia alla Camera che al Senato dopo l’insediamento del nuovo governo.

Per la verità, negli ultimi giorni le resistenze su eventuali coperture a rischio non sono mancate e lo slittamento dei contratti della PA è stato seriamente in pericolo a causa di coperture finanziarie ritenute inadeguate. Poi, grazie alle richieste dei sindacati e della maggioranza, soprattutto del Partito democratico, il rinvio è stato infine disposto nel Consiglio dei ministri, poco dopo aver predisposto anche lo slittamento dell’Imu.

Come si diceva, sono oltre 100mila gli interessati del provvedimento che ha decretato il rinvio dei contratti ormai giunti al termine di fine luglio, di cui circa 86mila a tempo determinato, e gran parte dislocati nelle miriadi di enti locali presenti sul territorio. Eslcusi dal computo, invece, i precari del sistema scolastico, soggetti a un regime differente.

La buona, o forse cattiva, notizia per i precari del pubblico impiego è che, siccome il nuovo rinvio è arrivato dopo quello di fine 2012,  si tratterà comunque del capolinea: con il fondo disposto dal dl 78/2010 che vincola i risparmi per questa categoria di lavoratori ormai prosciugato, infatti, non ci saranno spazi di manovra per ulteriori proroghe. 

Ciò significa che il problema delle coperture, tale da mettere in bilico la presentazione del decreto, è stato anch’esso rimandato alla prossima legge di bilancio dello Stato, che verrà discussa e approvata nella seconda parte dell’anno. Si tratterebbe di trovare una cifra tra i 50 e i 100 milioni, sicuramente un plafond alla portata. Più urgenti, comunque, la revisione dei contratti flessibili e l’altro macigno che grava sui dipendenti pubblici, quello del blocco agli stipendi, in vigore fino a inizio 2015 sempre per effetto di proroghe ad hoc.

 

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