Ci siamo, ormai non dovrebbe mancare molto all’ufficialità di un nuovo esecutivo firmato Enrico Letta, il neo premier nominato direttamente da Giorgio Napolitano. Questa mattina, in un incontro di oltre due ore al Quirinale, Letta ha incontrato il presidente della Repubblica per discutere la formazione dell’esecutivo che lo affiancherà nel governo del Paese. In queste ore, invece, è previsto un confronto “privato” con Mario Monti a Palazzo Chigi in qualità di premier uscente.

Come detto i tempi per formare la squadra di governo sono stretti, almeno queste sono le ultime indiscrezioni in merito. Bisognerà però attendere fino a domani perché Letta sciolga la riserva dell’incarico a formare il Governo affidatogli da Napolitano e in caso di risposta positiva il nuovo esecutivo dovrebbe giurare domani stesso. Lunedì, invece, dovrebbe essere la volta dell’insediamento alle Camere, queste dovrebbero essere teoricamente le scadenze più imminenti della tabella di marcia politica.

Berlusconi che a causa di un viaggio negli Stati Uniti non ha ancora incontrato il neo premier, sta prendendo contatti in questa direzione per avere una consultazione, intanto per le 17 e 30 è fissata la conferenza dei capigruppo alla Camera nella quale si discuterà la calendarizzazione della seduta per il voto di fiducia che, come anticipato, potrebbe svolgersi già lunedì.

Ieri durante la prima giornata di consultazioni Letta ha ricevuto i rappresentanti delle principali forze politiche. All’opposizione, per il momento, dovrebbero andarci Sel, M5S, Fratelli d’Italia e Lega Nord, anche se Calderoli, a Tgcom24, ha lasciato qualche margine; non infatti che il Carroccio possa votare la fiducia al governo guidato da Letta : “ valuteremo il programma” ha detto, ma ha spiegato anche che si tratterebbe, eventualmente, di un appoggio esterno. “L’incontro con Letta è andato benissimo”, dice oggi il presidente del deputati del Pdl, Renato Brunetta, a “Radio Anch’io”. Comincia così una nuova giornata di contatti, questo sarà il giorno delle riflessioni, ha annunciato ieri il primo ministro incaricato.

Brunetta che non fa altro che incarnare l’apertuta, quasi insospettabile, del Pdl; Berlusconi ha detto che la sua priorità è non rinunciare alla sostanza del programma economico che ha proposto e promesso, anche se non vuole che ci siano strappi. La restituzione dell’Imu, che nelle ultime ore ha acquistato un ruolo preminente nelle trattative, non è – dice il Cavaliere – un totem e se il nuovo esecutivo farà sua la sostanza dell’agenda economica del centrodestra “il nome e cognome dei prossimi ministri non è certo un problema. Nessuno veto e nessuna richiesta da parte nostra”. L’unico no pregiudiziale riguarda il dg di Bankitalia Fabrizio Saccomanni in quanto “abbiamo già dato con i tecnici”. In un colloquio con Il Corriere della Sera fa un altro nome: “Allora c’é Brunetta, sarà incazzoso, ma é molto intelligente”. Per sé Berlusconi ipotizza “un ruolo nella commissione per le riforme istituzionali”.

Il leader del Pdl ha fatto il punto anche sull’incontro di ieri tra Letta e la delegazione del partito in un’intervista a Tgcom 24. “Sono stato lungamente al telefono con i miei – racconta Berlusconi -, mi hanno detto che le cose procedono bene e che non si é parlato di ministeri e di nomi ma delle cose da fare. Da parte del Presidente incaricato c’é stato un atteggiamento molto positivo e sono venuti via da questo incontro, che é durato quasi due ore, molto confortati”.

Questioni da risolvere? “Non mi é parso che ci fossero problemi veri. Certamente – aggiunge il Cavaliere – non possiamo pretendere un accordo al 100% però li ho sentiti molto confortati e anche Brunetta era assolutamente convinto del buon esito dell’incontro. Ho sentito che da parte del Presidente della Repubblica c’é l’indicazione di membri del governo di nuova generazione con una notevole presenza di donne. Questo – continua Berlusconiesclude il sottoscritto, che però non ha mai avuto la voglia di entrare lì. Se mi avessero chiamato a un impegno, dato che ho preparato io il programma della campagna elettorale, se ci fosse stato bisogno di me sarei stato a disposizione. Ma preferisco così”.

La Lega, dunque, con Calderoli non chiude alla fiducia, ma Maroni fissa le condizioni. “Amato e Monti dentro il “nuovo” governo? Il giovane Letta non deve fare questo grossolano errore”, scrive su Twitter, il segretario della Lega, Roberto Maroni. Intanto Giancarlo Giorgetti starebbe scalando velocemente i consensi per la presidenza della Convenzione per le riforme.

Questa almeno è la voce che si é diffusa con insistenza in ambienti parlamentari, anche del Carroccio. Sarebbe questo, fra l’altro, secondo fonti qualificate, l’auspicio del Colle che ha voluto il presidente della commissione Bilancio leghista della scorsa legislatura fra i dieci saggi che hanno traghettato il periodo che poi ha portato alla rielezione di Giorgio Napolitano a Capo dello Stato.

Se Enrico Letta riuscirà a creare la squadra di governo, dovrà “essere realista sugli obiettivi che questo esecutivo potrà raggiungere”, dando “priorità alle riforme politiche più che a un cambio delle politiche economiche”. È quanto scrive il Financial Times in un editoriale non firmato – e quindi espressione della posizione dell’intera redazione – dal titolo: “Il momento di Enrico Letta”.

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