L’obiettivo è di quelli che fanno rumore; rimborsare 11 miliardi provenienti dall’Iva alle imprese nell’anno in corso. Lo ha detto Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle entrate o quanto meno è quello che ha scritto in una lettera del 27 marzo rivolta ai direttori regionali. Questo traguardo ambizioso è raggiungibile solo se gli uffici si impegneranno a fondo il che implica l’impiego di risorse umane che magari solitamente si occupano di altro, in questo modo sarebbe possibili usare interamente le somme che il ministero dell’economia renderebbe disponibili in via straordinaria.

La direttiva di Befera deriva dal riscontro che di una “diffusa crisi della liquidità” delle imprese, generata anche dalla massa dei crediti che hanno nei riguardi della pubblica amministrazione e questo rischia di compromettere l’occupazione e lo sviluppo del paese.  L’Agenzia delle entrate in una situazione del genere è chiamata ad assumere “ogni iniziativa utile affinché i controlli e le disposizioni di pagamento dei rimborsi fiscali richiesti dalle imprese avvengano con la massima celerità”.

Il Governo, ha detto Befera, da parte sua “sta prevedendo consistenti accelerazioni negli stanziamenti per il pagamento rimborsi”. Dunque se l’esecutivo metterà realmente a disposizione i soldi, il direttore non ha nessuna intenzione di perdere tempo e lasciare la liquidità in giacenza, per questo motivo ha richiamato i suoi ad una azione straordinaria spronando i responsabili degli uffici a privilegiare l’attività di lavorazione delle pratiche di rimborso. 

La priorità, al momento, è velocizzare il più possibile le procedure necessarie ad erogare gli 11 miliardi che prevedibilmente dovrebbero essere disponibili nel 2013 per pagare i rimborsi Iva in conto fiscale. Esistono due modi in cui i rimborsi Iva possono essere fatti uno più rapido l’altro un po’ più lento.

Il primo, quello più veloce, è definito “semplificato“; entro dieci giorni dalla presentazione telematica della dichiarazione annuale, i dati della richiesta di rimborso sono trasmessi per via elettronica all’agente della riscossione, che nei dieci giorni dopo chiederà al contribuente, se dovuta, la prestazione della garanzia oppure la dichiarazione sostitutiva di esonero dalla garanzia stessa. Il rimborso, dunque, viene emesso direttamente dall’agente della riscossione in base all’ordine cronologico delle richieste, a cominciare dal quarantunesimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione, accreditando l’importo sul conto corrente bancario o postale comunicato dal contribuente, a meno che prima di questo termine l’Agenzia non arresti l’erogazione perché ritiene necessari ulteriori approfondimenti o perché è stata riscontrata l’esistenza di debiti da parte del contribuente.

Gli uffici delle Entrate, dunque, hanno il compito di fare i controlli preliminari a riguardo dei presupposti del rimborso e dell’eventuale verifica di esistenza dell’impresa. I contribuenti che hanno cessato l’attività o che sono soggetti a procedure concorsuali, naturalmente, non possono beneficiare di questa procedura. L’agente della riscossione può rimborsare al massimo 516.456,90 euro nel corso dell’anno solare, per cui il possibile credito eccedente dovrà essere rimborsato dall’ufficio con la procedura ordinaria.

La seconda procedura, infatti, stabilisce che l’ufficio dell’Agenzia delle entrate emetta una disposizione di pagamento a vantaggio del contribuente, teoricamente entro tre mesi dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione. Nell’ambito di questa procedura , prima di disporre l’erogazione del rimborso l’ufficio realizza non solo i controlli preliminari di cui abbiamo già dato conto ma di solito anche controlli più specifici destinati a certificare nel merito la legittimità del credito e del rimborso.

I tempi della procedura ordinaria diventano, in ogni caso, più lunghi e sono influenzati dalle capacità operative del singolo ufficio, ed è per questo che su quest’ultimo aspetto il direttore Befera ha invitato tutte le risorse umane disponibili alla mobilitazione affinché “si proceda immediatamente alla lavorazione dei rimborsi richiesti e non ancora controllati”, inoltre, come ha scritto nella lettera, sarà necessario imprimere l’accelerazione desiderata e permettere nel breve periodo una vitale iniezione di liquidità nel sistema economico, a meno che il Governo provveda a quegli stanziamenti straordinari cui accenna il direttore.

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