Il Consiglio dei ministri questa mattina deciderà in merito alla possibilità di rinviare o meno la Tares al 2014, rispolverando, almeno per quest’anno, la Tarsu e la Tia che sembravano dover cedere il passo. Nel frattempo che il Cdm cerca di giungere ad una risoluzione della problematica, aumenta il numero di quanti vorrebbero che il Governo Monti, fra i suoi ultimi provvedimenti, propenda per un rinvio scongiurando così il rischio di un blocco del servizio potenzialmente diffuso in tutta Italia.

Federambiente e Fise – Assoambiente, associazioni che riuniscono le imprese attive nella gestione dei rifiuti, da molto tempo hanno posto la questione che riguarda anche i sindaci che si sono ritrovati con numerose incognite di bilancio ma ad essi si sono poi aggiunti la Cgil Funzione pubblica, la Federazione trasporti della Cisl e Fiadel, il sindacato autonomo dei dipendenti degli enti locali. 

Ieri tutte queste sigle hanno inviato una lettera comune al Governo al fine di ribadire l’idea palesata negli appelli delle settimane scorse riportati da Federambiente e Fise anche al ministero dell’Interno e ai prefetti per allertarli sugli aspetti di ordine pubblico, ossia che è necessario intervenire per rinviare la Tares al 2014 garantendo un anno in più alle vecchie tasse e tariffe, altrimenti “c’è un concreto rischio di blocco dei servizi già dalle prossime settimane, con inevitabili ricadute a livello ambientale per i cittadini e di immagine internazionale del Paese”.

Non bisogna poi sottovalutare i rischi “per la sopravvivenza delle imprese del settore” e quindi per “la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali”. Il Governo è a conoscenza di questa problematica, e il ministero dell’Ambiente ha vagliato una bozza di decreto che riattiva per il 2013 Tarsu e Tia, in base alle scelte fatte dagli enti negli anni precedenti, e lega a questi prelievi la maggiorazione loca da 30 centesimi elevabile a 40 per finanziare i “servizi indivisibili”.

Il Governo metterebbe in atto l’impegno che ha preso il 22 gennaio scorso appoggiando l’ordine del giorno approvato dalla Camera. Gli ultimi giorni del Governo Monti sono stati contraddistinti dalla tensione dal momento che si trova stretto fra le consultazioni per la formazione del nuovo Esecutivo e i problemi legati al caso dei Marò.

Qualora il Governo optasse per l’ok riuscirebbe a porre un freno ad una situazione delicata e caotica, caos generato dal Parlamento stesso che aveva deciso per il rinvio prima ad aprile, poi a luglio della prima rata del nuovo tributo sui rifiuti. Un rinvio dettato dall’imminenza delle elezioni e di una campagna elettorale senza esclusione di colpi, un provvedimento che aveva il solo obiettivo di dilazionare la chiamata alla casa dopo le elezioni sia politiche, che comunali che si terranno fra maggio e giugno e riguarderanno oltre 700 comuni.

Questa scelta però ha contribuito a generare un buco di liquidità nei conti delle aziende che si occupano del raccoglimento e smaltimento rifiuti; infatti le imprese fatturando a luglio incasseranno i primi flussi di entrata significativi a cominciare da settembre – ottobre, terminando così per lavorare gratuitamente la maggior parte dell’anno pur dovendo coprire l’importo degli stipendi dei propri impiegati, carburanti e attrezzature.

Con il ripescaggio di Tarsu e Tia il decreto permetterebbe alle imprese di riattivare in tempi più brevi le entrate; e servirebbe anche a ridurre gli aumenti stabiliti per quest’anno specialmente nei Comuni che nel 2012 applicavano ancora la vecchia tassa, senza assicurare per questa via la copertura integrale dei costi del servizio resa invece obbligatoria dalla disciplina della Tares.

 

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